Emilia Romagna approva Polo energie Rinnovabili di Russi

Approvata la Valutazione di impatto ambientale (Via) per il polo energie rinnovabili di Russi (Ravenna) che già aveva avuto il parere positivo della Conferenza dei Servizi della provincia di Ravenna, lo scorso 28 febbraio. Il provvedimento è stato assunto dalla Giunta regionale, che ha approvato la delibera che consente di far proseguire l’iter per la riconversione dell’ex zuccherificio. Si concretizza così l’Accordo di riconversione del novembre 2007, condiviso da istituzioni (ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna e Comune di Russi), Organizzazioni professionali agricole ed organizzazioni sindacali dei lavoratori «Grazie al nuovo polo energie rinnovabili – ha spiegato l’assessore alle Attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli – si concretizza il percorso previsto dalla riconversione dell’ex zuccherificio, comprendendo e garantendo tutte le esigenze ambientali e di sviluppo sostenibile. Diamo così una risposta concreta in termini industriali, agricoli ed occupazionali ai problemi insorti con la cessazione dell’attività produttiva dello zuccherificio di Russi e della bieticoltura». La delibera – che assume tutte le decisioni della Conferenza dei servizi – prevede che verranno poste in essere tutte le misure necessarie per assicurare la piena sicurezza e sostenibilità ambientale dell’impianto. Il polo energetico, alimentato a biomasse, non è autorizzato e non potrà utilizzare come combustibile materiali classificati come rifiuti. Powercrop prevede un costo complessivo per l’investimento di tutto il progetto e delle opere connesse di oltre 120 milioni di euro. Il combustibile per far funzionare l’impianto sarà costituito da biomassa ligno cellulosica di origine agroforestale proveniente da filiera corta entro il raggio di 70 chilometri della centrale: la coltivazione di materie prime prevista per l’approvvigionamento delle biomasse sarà, a regime, di circa 9 mila ettari di campi coltivati a pioppo (utilizzati come combustibile nella centrale) e di 400 ettari coltivati a cereali (utilizzati come matrice per la produzione di biogas). Inoltre si stima che si creeranno oltre 100 posti di lavoro per le attività indirette previste dalla centrale (esclusi quindi gli agricoltori) e che il numero di lavoratori all’interno del Polo di Russi è di 30 addetti (tra l’assorbimento dei lavoratori ex zuccherificio e nuovi assunti). La centrale utilizzerà come combustibile esclusivamente biomassa vegetale mentre il raffreddamento della turbina dell’impianto sarà ad aria anziché ad acqua, per limitare i prelievi idrici.
Sel Emilia-Romagna ha invece ribadito ”il proprio giudizio negativo sul complesso dell’operazione”. In una nota congiunta, il consigliere regionale Gian Guido Naldi e il coordinatore dell’Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, hanno criticato in particolare la ”debolezza industriale di un progetto di forte impatto ambientale, con contradditori effetti economici sul territorio e incerte prospettive di realizzazione concreta. La stessa ‘Via’ – hanno aggiunto – non fuga fino in fondo i dubbi, soprattutto quelli relativi alle modalita’ di alimentazione e alla struttura della filiera”. Invece Sel si sente impegnata ”a rendere sempre piu’ concreta e praticata l’alternativa al fossile e al nucleare” e ”lo sviluppo delle fonti realmente rinnovabili, a partire da quella solare”. ”Le centrali a biomasse, soprattutto se di grandi dimensioni – hanno rilevato Naldi e Paglia – possono di fatto distorcere il significato stesso di fonte rinnovabile, distogliendo inoltre risorse importanti dalla diffusione sul territorio dell’innovazione. Parlare oggi di Russi – hanno concluso – significa quindi esprimersi anche su un modello di sviluppo che, a prescindere da ogni altra considerazione, riteniamo non sia il piu’ opportuno per l’ambiente”.

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