Emilia Romagna: caccia in deroga, dimenticata la tortora dal collare

E’ ‘sparita’ la tortora dal collare dalle specie soggette alla caccia in deroga nelle provincie dove questo volatile, dannoso per le colture agricole, era prevista come negli scorsi anni. Lo fa presente con disappunto la Cia dell’Emilia Romagna sottolineando che la delibera approvata dalla Regione il 26 luglio scorso (la numero 1114) “non rispetta il contenuto nella bozza presentataci con largo anticipo e ampiamente discusso nell’incontro convocato dalla regione lo scorso 8 luglio”.La delibera in questione regolamenta, ai sensi della Legge regionale 3/2007, l’esercizio della caccia in deroga ad alcune specie dannose per l’agricoltura. “La soddisfazione a seguito dell’approvazione di un atto, per noi dovuto, è subito venuta meno appena letto il testo dai contenuti diversi inseriti nella bozza e dibattuti”, commenta Antonio Dosi, presidente della Cia dell’Emilia Romagna. “Nelle tre provincie dove era prevista la deroga, ovvero Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini – aggiunge Dosi – quest’anno non sarà possibile prelevare la tortora dal collare nonostante i danni che questa provoca alle colture. Quali siano state le motivazioni che hanno portato i nostri amministratori regionali a modificare in corso d’opera la delibera a noi non è dato sapere. Ci preme solamente evidenziare – prosegue Dosi – la singolarità del percorso seguito. Ci viene presentata una proposta e su questa si discute convenendone i contenuti. Senza alcun preavviso e senza conoscerne le ragioni, poi, viene approvata una delibera che, almeno in parte, contraddice quanto precedentemente detto e scritto dalla stessa Regione. Non ci pare un bel modo di operare: speriamo si tratti di un incidente di percorso che in futuro non avrà più occasione di presentarsi”.Quest’anno, quindi, l’esercizio della caccia in deroga si potrà esercitare solamente sullo storno a partite dal prossimo 1° settembre nei tempi e nei modi previsti dalla richiamata delibera per i diversi territori provinciali, “a meno che – conclude Dosi – la Regione non ritorni sui propri passi, azione che auspichiamo anche in virtù degli accordi presi in fase di discussione”.

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