Vespa cinese: castagneti a rischio. L’ER punta a scofiggerla entro il 2014

La Regione Emilia Romagna conta di debellare la vespa cinese, parassita proveniente dalla Cina che ha colpito i boschi di castagno, entro il 2014. Lo ha detto l’assessore regionale all’agricoltura, Tiberio Rabboni, in un’intervista a Coldiretti Tg, telegiornale on line (www.emilia-romagna.coldiretti.it) della maggiore organizzazione agricola regionale, che ha interpellato l’assessore, preoccupata per la sopravvivenza delle coltivazioni di castagno. Il binomio vespa cinese/siccità, secondo Coldiretti, potrebbe far scomparire i castagneti da frutto che in Emilia Romagna coprono circa 4.400 ettari di terreno, il 35% dei quali concentrati in provincia di Bologna.
Non è allarme solo per la produzione che quest’anno avrà un’ulteriore contrazione fino al 60-70%, dopo che già l’anno scorso abbiamo prodotto il 50% in meno. La situazione – spiega Coldiretti – è drammatica per la sopravvivenza stessa dei boschi e quindi dell’ambiente e del paesaggio della nostra montagna. Due anni di seguito di siccità abbinati all’“insetto killer”, come è stato soprannominato il “Cipinide galligeno del castagno”, parassita proveniente dalla Cina che sta distruggendo i castagni, possono esser letali per il futuro di questa coltura.
“Mentre per la siccità la Regione sta completando rilevazioni che consentano di fornire al Governo gli elementi per la dichiarazione di evento eccezionale – ha detto l’assessore Rabboni – per combattere la vespa cinese, già dal 2009 l’Emilia Romagna ha avviato la riproduzione di Torymus Sinesi, insetto antagonista naturale di quello che è stato soprannominato il “killer della castagna”. Dopo i primi lanci del 2009, i tre centri regionali di riproduzione del nemico della vespa cinese hanno consentito di effettuare quest’anno 63 lanci, che diventeranno 120 nel 2013, quando saranno acquistati insetti antagonisti anche dall’Università di Torino per coprire tutte le aree castanicole della regione. Entro il 2014 – ha concluso l’assessore – contiamo di sconfiggere il parassita”.
E’ un obiettivo importante – afferma Coldiretti – per cercare di risollevare le sorti della produzione di castagne, che quest’anno si aggirerà attorno al 20-30% delle potenzialità produttive regionali. Senza più la possibilità di ricavare un minimo di reddito – sostiene Coldiretti – i castanicoltori rischiano di disaffezionarsi e di abbandonare i boschi a se stessi con conseguente abbandono di aree della nostra montagna, che verrebbe pagato da tutta la società in termini di dissesto ambientale e paesaggistico.
Solo a Castel Del Rio e nei comuni limitrofi, in provincia di Bologna, dove si produce il marrone Igp, Coldiretti stima che il crollo della produzione ha significato una perdita di reddito per l’intera comunità di circa 2,5 milioni di euro, una cifra significativa per un’area che ha una popolazione complessiva inferiore ai 10 mila abitanti.

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