Emilia Romagna del vino: la decrescita è felice

sangiovese bicchierA due settimane da Enologica, il salone del vino e del prodotto tipico dell’Emilia Romagna che si terrà a Bologna a Palazzo Re Enzo il 21, 22, 23 novembre, le aziende vitivinicole regionali si ritrovano compatte nel condividere un obiettivo strategico fondamentale: valorizzare i vini DOC e IGT dell’Emilia Romagna. Con loro ci sono Enoteca Regionale Emilia Romagna, l’Assessore Regionale all’Agricoltura Simona Caselli e ci sono i principali Consorzi della regione.

A stimolare la filiera emiliano romagnola arrivano i dati di Nomisma sull’export regionale. «Nel primo semestre del 2015 l’export del vino regionale perde il 15% in valore, 131,2 milioni di euro contro i 154,3 del I semestre 2014. È un dato che si somma al meno 20% in valore dell’intero 2014». A parlare è Denis Pantini, responsabile Agroalimentare di Nomisma e ideatore dell’osservatorio Wine Monitor. La replica è di Giorgio Melandri, giornalista enogastronomico e curatore di Enologica: «È un dato duro, ma non è semplicemente una cattiva notizia. Il mercato del vino sta cambiando e la marginalità oggi si recupera con valori territoriali e vini dalla forte identità. Per questo le DOC sono ancora uno strumento straordinario. Ed Enologica è un’opportunità di promozione che costruisce il racconto sui territori. E che oggi, non casualmente, s’impegna per portare giornalisti da tutto il mondo».  «Vero – gli fa eco Pantini -. Uno dei motivi principali di questa diminuzione risiede nel ruolo importante che lo sfuso ancora detiene nel nostro export regionale. Questa tipologia di vino è oggi sotto pressione per via della Spagna che continua a inondare il mercato con vino sfuso a prezzi sempre più bassi. La morale è che anche il vino sfuso dell’Emilia Romagna – che purtroppo non ha appigli in termini di differenziazione, ma viene trattato alla stregua di una commodity – risente di tale pressione sui prezzi riducendo export e fatturato delle aziende. La nota positiva evidenziata da Melandri c’è: i vini regionali che vengono venduti sui mercati di oltre oceano (Usa e Canada) continuano ad andare bene, dato che nel semestre 2015 si evidenzia una crescita in valore dell’export regionale in questi due mercati rispettivamente del +45% e +27%. E, non a caso, si tratta di vini in bottiglia dalle marginalità più alte. Questo significa meno fatturato, ma bilanci più sani».
Sono concordi con questa visione anche i consorzi regionali, oggi aggregati da Enoteca Regionale Emilia Romagna sul progetto di Enologica. «Vitigno e territorio sono due elementi che devono sempre viaggiare insieme. Si devono fondere, in modo quasi inscindibile», sostiene Francesco Cavazza Isolani, Presidente del Consorzio Vini Colli Bolognesi e del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna. «I vini dei Colli Bolognesi e il Pignoletto, in particolare, hanno dalla loro parte proprio questa unicità che sa destare interesse in chiunque. Essere presenti a Enologica, nel cuore della città di Bologna, può quindi essere un’occasione per far conoscere i nostri vini e il nostro territorio a un pubblico eterogeneo, sia locale sia straniero». Gli fa eco Davide Frascari, presidente del Consorzio Vini Reggiani: «La sfida dei prossimi anni sarà valorizzare le denominazioni di origine e perché l’azione sia efficace  i consorzi devono lavorare fianco a fianco. Siamo un sistema che deve investire di più nella promozione dei territori e non semplicemente, come succede oggi, sui marchi aziendali».  «Vero!», concorda Ermi Bagni, direttore del Consorzio dei Marchi Storici del Lambrusco Modenese, «Il mercato sta cambiando e questi dati devono essere semplicemente uno stimolo per costruire il futuro del vino della nostra regione». 
 
Uno stimolo dunque, vietato parlare di crisi. E la sfida è stata raccolta da Enoteca Regionale Emilia Romagna che insieme ai consorzi punta su Enologica come piattaforma narrativa che può arrivare in tutto il mondo. È la prima volta che l’Emilia Romagna riesce a fare sistema in modo compatto. Parla in questi termini anche Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini di Romagna: «Il nostro Consorzio ha il proprio focus nello svolgimento delle funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore per i vini DOC e IGT della Romagna. In tal senso, ogni manifestazione regionale, nazionale o internazionale è occasione importante per l’affermazione dei vini del territorio ed Enologica può diventare momento centrale per la visibilità dei vini emiliano romagnoli. Il nostro Consorzio si è da poco ulteriormente rafforzato per l’entrata di nuovi soci a dimostrazione che c’è una cultura nuova che premia l’aggregazione». Zinzani torna anche sui dati che premiano i vini in bottiglia: «Dopo diversi anni di imbottigliamenti più o meno costanti, il dato di produzione Romagna Doc, al terzo trimestre 2015 fa registrare un +10% di bottiglie prodotte, rispetto allo stesso periodo 2014. Qualcosa si muove e il sospetto che abbiamo imboccato il percorso giusto si fa via via più forte. Un’Emilia Romagna che si unisce a richiamare attenzione in pubblici eventi del vino, fa bene a tutti». L’impressione è quella di una regione stimolata dal cambiamento che accetta la sfida del futuro del vino con entusiasmo e strumenti nuovi. A suggellare questo percorso è Pierluigi Sciolette, il Presidente di Enoteca Regionale Emilia Romagna: «La nostra Associazione è la sintesi naturale del sistema del vino emiliano romagnolo e l’interesse di consorzi e produttori (saranno 110 le cantine presenti ad Enologica 2015) testimonia la necessità di unire gli sforzi in una sola direzione, quella di promozione dei valori territoriali del vino».
 

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