All’Emilia Romagna il primato dei farmer’smarket

In Emilia Romagna due persone su tre conoscono i mercati di Campagna Amica-farmer’s market, che portano i prodotti agricoli direttamente in città. E’ quanto risulta da una ricerca di Swg svolta per conto di Coldiretti e presentata oggi a Reggio Emilia alla Convention “Ascoltare”, promossa da Coldiretti Emilia Romagna per promuovere un confronto tra agricoltura, cittadini ed istituzioni.
Secondo i dati della ricerca, la percentuale dei cittadini che in Emilia Romagna conosce i farmer’s market è superiore a quella nazionale: qui il 70% degli abitanti ne ha sentito parlare (contro il 50% a livello italiano) e il 33% vi ha fatto i propri acquisti (contro una media nazionale del 25%).
E’ la conferma – commenta Coldiretti Emilia Romagna – della capacità dei mercati di Campagna Amica di dare risposte alle esigenze dei consumatori per gli acquisti alimentari. La conferma viene dalla valutazione positiva che il 94% degli intervistati dà all’iniziativa di portare i prodotti agricoli dalla campagna alle piazze della città.
In Emilia Romagna – informa Coldiretti – sono già oltre 70 i farmer’s market, dove le aziende di Campagna Amica vendono direttamente ai consumatori, tagliando le intermediazioni e assicurando la qualità.
“Con i mercati di Campagna Amica – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – il consumatore ha la garanzia diretta del produttore sulla genuinità e la sicurezza di ciò che porta in tavola. Si tratta di un mercato in cui ci sono solo agricoltori che offrono prodotti locali e di stagione, la cui freschezza è assicurata dal fatto che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto costosi e inquinanti prima di arrivare sulla tavola. Siamo consapevoli – ha proseguito Tonello – che si tratta di una forma di vendita che potrà riguardare solo una fetta limitata del mercato che però, si inserisce nel più ampio progetto di Coldiretti di creare una filiera agricola tutta Italiana, cui, oltre ai mercati dagli agricoltori, daranno il loro contributo aziende che fanno vendita diretta, punti vendita di consorzi agrari e cooperative, agriturismi, per arrivare a realizzare venti mila punti vendita in tutta Italia”.
Gli stessi cittadini emiliano romagnoli hanno dimostrato di apprezzare l’agricoltura regionale. Il 97% degli intervistati ritiene che il settore agricolo ha un ruolo “importante” nell’economia dell’Emilia Romagna. Un ruolo che per 55% dei cittadini significa “produzione sicura e di qualità”, per il 51% significa “produzione di alimenti che fanno l’immagine dell’Italia all’estero”; per il 28% vuol dire “salvaguardia delle tradizioni locali” e per il 25% “difesa del territorio e dell’ambiente”. All’interno del ruolo generale dell’agricoltura emerge proprio l’attività di Coldiretti, conosciuta dal 94% cittadini, l’82% dei quali giudica positivo il lavoro svolto dall’organizzazione.
La ricerca Coldiretti-Swg ha interessato anche le aziende agricole, che hanno individuato tra i problemi più rilevanti dell’agricoltura in Emilia Romagna la realizzazione degli utili (48%) e la burocrazia (46%). “La crisi economica che ha colpito anche l’agricoltura – commenta Tonello – ha messo sicuramente in crisi la capacità delle imprese di fare reddito, costrette come sono a produrre a costi italiani e vendere a prezzi internazionali, dove i primi sono sempre al di sotto dei secondi. Però quasi alla pari con il problema del reddito c’è la questione delle burocrazia. Un problema che va oltre le congiunture economiche in quanto da troppo tempo le imprese sono costrette a perdere quasi più tempo dietro alle scartoffie burocratiche, che alla loro attività produttiva, con la conseguenza di aumentare i costi e i rischi di incappare in errori formali che possono penalizzare pesantemente l’azienda”.

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