Emilia Romagna: progetti di filiera per investimenti nella agricoltura che cresce

Oltre 106 milioni di euro dal bando regionale 2010 per finanziare 67 progetti di filiera. Si tratta dell’intervento più significativo del Piano di sviluppo rurale della Regione e prevede contributi alle imprese agricole di produzione, trasformazione e commercializzazione che si sono aggregate intorno a un progetto comune.Il 50% delle risorse concesse potrà essere anticipato immediatamente ad ogni singola impresa, a seguito di fidejussione e dopo l’avvio dei lavori; mentre le attività di formazione, consulenza e il sostegno alle produzioni di qualità potranno essere liquidate senza necessità di garanzie. Potrà inoltre essere liquidato, previa garanzia, l’intero contributo alle singole imprese prima della conclusione del progetto di filiera nel suo complesso.“E’ la nostra risposta alla crisi – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – e prefigura il futuro della nostra agricoltura. L’obiettivo è darle valori difficilmente sostituibili sul mercato: affidabilità, qualità e legame con le aspettative del consumatore e dell’industria di trasformazione e distribuzione. Per questo si lavora per la cosiddetta agricoltura contrattualizzata, allineandola agli altri settori economici, e per far sì che gli agricoltori si aggreghino per trasformare e commercializzare essi stessi o in partnership con altri soggetti”.
I numeri
Sono 67 i progetti ammessi al finanziamento, sui 70 complessivamente presentati dalle aziende. All’interno di questi sono 8.450 le imprese agricole, agroindustriali e commerciali che complessivamente hanno sottoscritto gli accordi di filiera, di queste 1.662 beneficeranno direttamente di aiuti – in funzione dell’adesione a singole misure previste dal bando.
I contributi regionali, pari a 106,8 milioni di euro, sono in grado di generare una spesa in investimenti e attività pari a 280 milioni.
I comparti produttivi
I settori che hanno espresso il maggior numero di progetti sono quelli tradizionalmente più organizzati: il lattiero-caseario (19 progetti, con 7 nuove aggregazioni), l’ortofrutticolo (14 progetti, con 7 nuove aggregazioni) e il vitivinicolo (8 progetti, con 3 nuove aggregazioni).
Positivi anche i risultati per i comparti meno strutturati, come quelli della carne suina e bovina (6 progetti, con 4 nuove aggregazioni) e per i settori minori o di nicchia (4 i progetti finanziati per biologico, miele e vivaistico, con 1 nuova aggregazione). Presenti anche il settore cerealicolo (7 progetti, con 3 nuove aggregazioni) e il sementiero (2 progetti, con 1 nuova aggregazione). Da segnalare il dato per la filiera forestale/legno (3 progetti, con 2 nuove aggregazioni) che attribuisce ad aree montane marginali, solitamente difficilmente premiate dai classici sistemi di intervento, più di 2,5 milioni di euro.
Infine, la vivacità complessiva, la volontà di crescita e di diversificazione nel settore emerge anche dall’elevato utilizzo della misura 124 – sulla ricerca pre-competitiva in funzione di nuovi prodotti, processi e tecnologie – inserita in 42 progetti di filiera.
I progetti di filiera puntano tutti al miglioramento della fase di commercializzazione e distribuzione del prodotto, di realizzazione di nuovi prodotti e, in relazione alle caratteristiche delle singole aggregazioni, propongono interventi di rafforzamento dell’efficienza produttiva, di ammodernamento e di riduzione dei costi, di minimizzazione dell’impatto ambientale.
Cosa sono i progetti di filiera
I progetti di filiera sono basati su un accordo contrattuale tra imprese che operano nell’ambito di uno stesso segmento produttivo e presuppongono un’aggregazione fra i differenti soggetti economici che assumono così specifici impegni in funzione di obiettivi comuni.
La lunga concertazione con i rappresentanti del mondo agricolo, che ha preceduto la predisposizione del bando, ha permesso di impostare un provvedimento in grado di dare risposte concrete alle esigenze del sistema regionale e ha determinato sia un rafforzamento dei sistemi organizzati, che rappresentano uno dei punti di forza della nostra agricoltura, sia l’avvio di nuove esperienze di aggregazione temporanea che, in futuro, potranno anche evolvere in forme stabili e strutturate.
In allegato il dettaglio dei progetti finanziati e il riepilogo per comparto.

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