Nitrati: sit in agricoltori emiliano romagnoli in Regione per confronto ambientale

presidio nitrati1Cia, Confagricoltura e Copagri dell’Emilia Romagna hanno promosso un sit – questa mattina presso la sede dell’assessorato dell’Ambiente per sollecitare risposte alla richiesta più volte avanzata di un confronto sulle politiche ambientali della Regione “che sono risultate sempre più vessatorie per le imprese agricole. Sotto le torri della Regione erano presenti un centinaio di agricoltori, compresi due trattori, in rappresentanza delle oltre 86.000 imprese. L’iniziativa è stata decisa a seguito dell’ennesimo provvedimento penalizzante della Regione inerente la perimetrazione delle aree vulnerabili e della direttiva nitrati.
“Gli agricoltori non condividono e non comprendono la ragione per la quale la Regione Emilia Romagna ha voluto anticipare il provvedimento che conferma la perimetrazione delle Zone vulnerabili ai nitrati senza attendere l’esito dell’incontro tra le quattro regioni del Nord che nel 2011 avevano unitariamente sostenuto la richiesta di deroga che la Ue ha concesso”, lamentano le Organizzazioni agricole .
Questo provvedimento, segnalano, è stato deciso senza attendere gli esiti del preannunciato incontro tra le quattro regioni del Nord e risulta confermare quelle delimitazioni ritenute eccessive, “per le quali è stato chiesto una definizione più razionale delle aree vulnerabili ai nitrati e il rispetto dell’accordo Stato/Regioni del maggio 2011 che impegnava i Ministeri e le Regioni all’aggiornamento delle aree vulnerabili”. “Non siamo stati ascoltati ma, peggio, ci sentiamo presi in giro . E’ inaccettabile – scrivono ancora Cia, Confagricoltura e Copagri – che la Regione non ritenga doveroso ascoltare, al di là dei formalismi procedurali delle udienze conoscitive un settore economico che in questa regione ha da sempre tutelato e difeso l’ambiente , basti ricordare che abbiamo per primi adottato la lotta integrata”.
“Ci dispiace ancora di più constatare che una regione come l’Emilia Romagna che aveva individuato nella Green economy un elemento di sviluppo per il settore agricolo , abbia stravolto tale indirizzo emanando atti che hanno calato sulle imprese ulteriori vincoli senza creare vere occasioni di sviluppo ed occupazione. Da ultimo le modalità di confronto sulla direttiva nitrati ed aree rete Natura 2000 .
Questa la risposta della regione e dell’assessore Tiberio Rabboni: “Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto hanno sollecitato il Governo a rispondere ai rilievi mossi da Bruxelles sulle norme del decreto sviluppo in materia di nitrati. In attesa di tale chiarimento la nostra decisione unanime è stata di sospendere l’applicazione del provvedimento per evitare di incorrere in una procedura di infrazione. Allo stesso tempo abbiamo chiesto una rapida conclusione degli studi in corso, un passaggio fondamentale per poi procedere a definire una proposta di revisione delle zone vulnerabili”.
Così l’assessore ha riassunto i contenuti della lettera che venerdì scorso le quattro Regioni della pianura Padana hanno inviato al Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio e al Ministro dell’agricoltura Catania. “Molti di questi studi – ha aggiunto Rabboni – tra cui ad esempio quello condotto dall’Università di Ferrara confermano che l’apporto di nitrati di origine agricola è ormai decisamente inferiore a quanto viene comunemente stimato. Più in generale nell’ultimo decennio proprio l’innovazione e le buone pratiche in campo agricolo hanno contribuito ad un miglioramento della qualità ambientale. Lo confermano i dati, come ad esempio quelli relativi ai diversi indicatori di biodiversità che sono in aumento nella nostra regione.” L’agricoltura – ha concluso Rabboni – è un fattore fondamentale di presidio del territorio e di tutela ambientale”.

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