Emilia Romagna: contributi in arrivo per Sharka e cancro batterico dell’actinidia

Si è concluso in tempi rapidi l’iter procedurale che consentirà alla Regione Emilia-Romagna di risarcire le piccole e medie imprese agricole che nel corso del 2010 hanno effettuato interventi di profilassi obbligatoria per contrastare la diffusione del virus “Sharka” delle drupacee e dell’agente del cosiddetto “Cancro batterico dell’actinidia”. La distruzione delle piante colpite – o di parti significative di essa – rappresenta l’unico mezzo di lotta per contenere la diffusione di queste gravi fitopatie. L’intervento finanziario è previsto dalla L.R. 6 del 23 luglio 2010 a favore delle aziende frutticole che, in attuazione delle indicazioni del Servizio Fitosanitario regionale, hanno provveduto ad effettuare le operazioni prescritte con conseguenti riduzioni di produzione. Nelle prossime settimane saranno liquidati, a favore di 108 aziende che avevano presentato domanda lo scorso ottobre e che sono risultate in regola con i criteri stabiliti dal relativo bando, circa 600 mila euro a parziale compensazione delle perdite subite per estirpazioni di piante di drupacee ovvero per estirpazioni/capitozzature di piante di actinidia. L’atto di liquidazione dei contributi regionali, che riporta l’elenco delle aziende beneficiarie, è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 16 febbraio 2011.
“Il piano di contrasto alla batteriosi in Emilia-Romagna – ha affermato
l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni – è stato
approvato con largo anticipo rispetto ad una analoga iniziativa del
Ministero che sta vedendo la luce proprio in questi giorni e che,
purtroppo, non prevede alcuna concreta misura di sostegno economico. Il risarcimento dei danni viene infatti demandato alla stipula, volontaria,
di polizze assicurative agevolate. Troppo poco per rendere efficaci
azioni particolarmente onerose ma assolutamente necessarie per ridurre i rischi di diffusione della batteriosi del kiwi”.
“La nostra iniziativa – ha concluso Rabboni – è stato avviata in un
momento di difficoltà finanziaria e rappresenta un segno tangibile
dell’impegno dell’assessorato regionale nei confronti dei produttori
agricoli che si trovano a fronteggiare nuove e pericolose avversità.
Senza una adeguata disponibilità non potremo, nei prossimi anni,
confermare l’attenzione della Regione Emilia-Romagna sulla prevenzione
della diffusione di organismi nocivi, in grado di provocare danni
economici rilevanti alle aziende agricole, e sulla qualificazione delle
produzioni frutticole, assolutamente necessaria per mantenere e
consolidare le nostre posizioni sui mercati esteri”.

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