Enama, il futuro dell’agricoltura è “certificato”

Aziende Agricole 3Secondo stime Onu, nei prossimi quarant’anni la popolazione mondiale – che nel 2011 ha raggiunto quota 7 miliardi – dovrebbe continuare a crescere fino a superare entro il 2050 la soglia dei 9 miliardi di abitanti. Dunque, nel prossimo futuro la sicurezza alimentare è destinata a diventare un tema sempre più centrale nell’agenda politica dei Governi, tanto più che oggi circa un settimo degli abitanti del pianeta (925 milioni di persone) soffre la fame.
Fino a pochi anni fa, l’incremento della pressione demografica è stato affrontato intensificando lo sfruttamento delle risorse naturali, ma oggi tale strada – da sola – non è più percorribile, se non al prezzo di aumentare il rischio ambientale in tutto il pianeta. Per sostenere la domanda alimentare globale diventa fondamentale pertanto intervenire sulle tecnologie per il settore primario che sono in grado di alzare l’asticella della produttività migliorando così la resa dei terreni. «Questo scenario – spiega il direttore dell’Enama, Sandro Liberatori – ci impone di progettare mezzi meccanici sempre più innovativi, efficienti e rispettosi dell’ambiente; la meccanizzazione quindi può dare un contributo decisivo alla sicurezza alimentare del pianeta, soprattutto in quelle regioni dove il settore primario è ancora a bassa intensità di capitale.»
Ma è altrettanto importante che tali mezzi vengano sviluppati e realizzati nel rispetto di precisi parametri e standard produttivi, riconosciuti a livello internazionale; che si tratti cioè di macchine certificate. «La certificazione – ha ribadito Liberatori in occasione di Agritechnica, una delle rassegne agricole più importanti del continente insieme al Sima di Parigi e ad Eima International di Bologna – è uno strumento di garanzia per tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella filiera agromeccanica, dai costruttori alle imprese agricole, perché attesta non solo che il mezzo è idoeneo all’uso per il quale è stato progettato, ma che risponde a precisi requisiti tenico-costruttivi dal punto di vista della qualità, della sicurezza, della produttività. Requisiti accertati e verificati da enti indipendenti.»
Per gli utilizzatori avere macchine agricole certificate significa dunque disporre di strumenti di lavoro affidabili, capaci di ottimizzare le diverse fasi del ciclo di produzione agricola, razionalizzando i costi e incrementando la resa produttiva, in linea con i futuri trend del settore primario globale. Inoltre, la certificazione del prodotto va ad incide anche su aspetti extra-agricoli, relativi cioè a dinamiche di natura prettamente industriale, poiché, oltre ad essere un fattore di stimolo per il commercio internazionale, rappresenta un argine contro la concorrenza sleale e le imitazioni fraudolente.
«In questo campo – ha detto il direttore dell’Enama – è essenziale definire un insieme di regole internazionali condivise. Grazie al suo know how e all’esperienza che deriva dall’appartenenza all’Entam, la rete europea dei centri prova dove vengono testate le macchine, l’Enama sta collaborando con importanti organizzazioni internazionali, tra cui l’Onu, all’armonizzazione di standard e procedure, finalizzate proprio alla creazione di un efficiente sistema globale di certificazione.»

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