Energia: centrale di Russi (Ra), due proteste davanti alla Regione

Ben due proteste a Bologna nel giorno del ‘giudizio’ sul ‘polo delle energie’ di Russi (Ravenna), ovvero nel giorno della Conferenza dei servizi che ha all’esame la Valutazione d’impatto ambientale e il parere della Soprintendenza sulla centrale elettrica, ‘mostro’ lungo 120 metri e alto 50 che dovrebbe sorgere a 150 metri dal seicentesco Palazzo San Giacomo. Oggi davanti alla Regione c’erano una cinquantina di esponenti della realta’ non solo ambientaliste e culturali della Bassa Romagna, arrivati dal Ravennate con striscioni contro il progetto: tra gli altri Legambiente, Wwf, Coldiretti, alcuni circoli Arci, almeno un esponente del Pd di Bagnacavallo. Hanno protestato pero’ anche una ventina di lavoratori ex Eridania, ma per motivi opposti: per sollecitare il progetto. Si tratta del progetto presentato dalla Powercrop, societa’ ora interamente posseduta dalla Seci (gruppo Maccaferri), che prevede non solo una centrale a biomasse (la piu’ nota) ma anche una centrale a biogas che utilizza reflui zootecnici e un impianto fotovoltaico. Si parla di 30 Mw elettrici (circa 90 Mw termici) per un costo complessivo di 120 milioni, compresi fondi europei. Un polo energetico nato degli accordi sulla dismissione degli zuccherifici italiani conseguenza dei tagli europei al settore, progettato nell’area ex Eridania di Russi, al confine con Bagnacavallo: all’inizio piaceva a tutti, perche’ affrontava il problema dell’occupazione e si presupponeva avrebbe coinvolto gli agricoltori locali nella coltivazione di biomasse in un raggio di 70 chilometri dalla centrale. Ma poi Coldiretti Ravenna denuncio’ che li’ vicino erano stati raccolti contratti di coltivazione solo per 4.000 ettari invece dei 9.000 ipotizzati, costringendo a bypassare la ‘filiera corta’ e ad aumentare i flussi di trasporto a lungo raggio delle biomasse. Particolarmente critici, oltre alla consigliera regionale verde Gabriella Meo, anche i ‘grillini’ Giovanni Favia e Andrea Defranceschi, che l’anno sorso avevano chiesto alla Giunta regionale di opporsi alla centrale in sede di Valutazione d’impatto ambientale (Via): presentarono una risoluzione, che venne pero’ bocciata in ottobre (no del Pd; si’ di Pdl, Lega, Sel-Verdi, Fds, Idv; astenuto Udc). I ‘grillini’ criticavano anche che i dipendenti della centrale sarebbero stati circa 25, a fronte dei 150 dell’ex Eridania, e paventavano ricorsi al Tar. Ora Favia evidenzia che ”solo i Democratici si erano opposti” al No sulla centrale di Russi, ”ma oggi alcuni loro simpatizzanti erano in viale Aldo Moro a protestare insieme all’associazione Clan-destino e agli altri gruppi di cittadini. Prima di prendere decisioni affrettate quindi – conclude – il Pd faccia chiarezza in casa sua”. (ANSA).

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