Energia verde: Confagri, sostenere i microimpianti da biomasse


”Lo schema di decreto legislativo sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, questa mattina al vaglio del Consiglio dei ministri, dovrà prevedere una semplificazione per la microgenerazione distribuita da biomasse e biogas di per se’ già ambientalmente ‘sostenibile”’. Lo ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni, intervenendo alla presentazione del Rapporto Enea ‘Energia- Ambiente’. ”Confagricoltura chiede che i criteri di sostenibilità fissati dall’Unione europea per la produzione di energia da fonti rinnovabili si applichino limitatamente agli impianti con potenza superiore a 1 MW, come d’altronde raccomandato dalla stessa Commissione Ue” afferma Vecchioni. ”La microgenerazione va favorita e sostenuta perché è una grande opportunità di diversificazione del reddito per le aziende agricole. Applicare criteri troppo restrittivi ai piccoli impianti significherebbe creare ulteriori oneri amministrativi”. Il presidente di Confagricoltura ha posto in evidenza come l’agricoltura e la forestazione stiano svolgendo e svolgeranno sempre più un ruolo importante nella riduzione delle emissioni, nell’assorbimento di CO2 e nello sviluppo delle energie rinnovabili, con particolare riferimento alle biomasse. ”La micro generazione distribuita può dare un rinnovato impulso al settore dell’energia rinnovabile in agricoltura” ha aggiunto. In tale contesto il Piano di azione nazionale attribuisce grande importanza alle biomasse la cui produzione di energia dovrà aumentare da 2,2 a 9,8 mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio) entro il 2020; 7,6 mtep, che rappresentano praticamente la metà delle energie da fonti rinnovabili che l’Italia dovrà produrre in più da qui a dieci anni.
A tal proposito, il presidente di Agroenergie Italia, Filippo Pecora, nel corso del convegno sulle fonti rinnovabili sottolinea: ”Le tariffe incentivanti per l’uso delle biomasse sono state pensate dal legislatore con un occhio attento agli interessi delle imprese agricole. Se nel futuro del Paese esiste una prospettiva di produzione di energia termica ed elettrica pari al 40% dell’intero settore vuol dire che gli agricoltori devono essere obbligatoriamente coinvolti nella filiera agroenergetica”. “La Copagri attraverso Agroenergie Italia – aggiunge Pecora – ha da tempo costituito nel territorio un sistema di Organizzazioni di Produttori (OP) indispensabili ad un corretto sviluppo del sistema industriale. Il punto e’ che i produttori di energia devono attrezzarsi culturalmente per riconoscere al segmento agricolo della filiera un giusto coinvolgimento. Gli agricoltori di biomasse che interessano trasversalmente tutte le filiere hanno diritto di vedere riconosciuto il proprio ruolo in termini di compenso economico a fronte di una contrattualistica moderna e finalizzata”.
A commentare lo schema di decreto legislativo sulle energie rinnovabili è anche il presidente di Copagri, Franco Verrascina, a margine di un convegno presso il Cnel. ”Condividiamo alcune normative contenute del decreto legislativo licenziato dal Governo e ne auspichiamo il permanere durante l’iter parlamentare. In particolare ci sembra utile un criterio di normazione generale unito alla verifica della sostenibilita’ nell’uso delle biomasse”. ”Auspichiamo velocita’ di decisione – aggiunge Verrascina – e, soprattutto, di stabilita’ nel tempo per le tariffe assegnate in regime di conto energia per gli impianti di piccola taglia. Resta sempre valido il principio della microgenerazione diffusa per lo sviluppo della quale vanno mantenuti incentivi che continuino a favorirne la diffusione”. ”Per l’utilizzo delle biomasse, cosi’ come per gli impianti fotovoltaici – conclude Verrascina – e’ indispensabile la salvaguardia dell’equilibrio con gli interessi agricoli e con il paesaggio. La necessita’ del Paese di sviluppare energia da fonti rinnovabili non puo’ significare impoverimento delle superfici destinate all’agricoltura e processi slegati dagli interessi dei veri custodi del territorio che sono le imprese agricole”.(ANSA).

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