Energie rinnovabili: Enama presenta i nuovi incentivi

Biogas 5Sono partiti nel segno dell’efficienza e della sostenibilità ambientale i nuovi incentivi per le energie rinnovabili. Si tratta complessivamente un plafond di oltre 12 miliardi di euro a valere, fino al 2016, sul fotovoltaico (6 miliardi), sul termico (900 milioni di euro per le biomasse) e sull’elettrico non fotovoltaico (5,5 miliardi per eolico, idroelettrico, biogas, biomasse). Lo ha reso noto l’Ente Nazionale Meccanizzazione Agricola (Enama), nel corso del convegno “Energia dall’Agricoltura” svoltosi oggi 6 aprile a Bastia Umbra (Perugia) nell’ambito della rassegna agricola Agriumbria 2013.
Secondo il gruppo di lavoro Enama dedicato proprio al settore delle rinnovabili e specializzato nello studio delle normative e delle tematiche del comparto, nonché nel monitoragigo e nella certificazione dei biocombustibili e degli impianti, il grande punto di forza delle nuove agevolazioni – istituite con il decreto legisltativo 28/2011 (in attuazione della direttiva 28/2009 CE) e con i successivi decreti attuativi – è rappresentato dal regime di premialità a favore degli impianti più efficienti dal punto vista energetico e produttivo, e che assicurano un minore impatto ambientale.
«Questo – ha spiegato Sandro Liberatori, direttore dell’Enama – rappresenta un atto di indirizzo molto importante poiché, in un comparto così vitale sia per la nostra agricoltura che per il “sistema Paese”, promuove buone pratiche da parte dei produttori di energia. Con una ricaduta altrettanto positiva non solo per l’economia ma per l’intera collettività, grazie ad uno sfruttamento più razionale delle risorse».
Nel settore del biogas – ad esempio –, oltre agli incentivi, la normativa prevede bonus per gli impianti più virtuosi: quelli progettati per la cogenerazione ad alto rendimento, in quanto riutiizzano il calore per altri impieghi, e quelli che riducono l’impatto ambientale dei residui. Inoltre, la nuova disciplina tende a premiare l’uso di sottoprodotti derivati dalle lavorazioni agricole, con l’obiettivo di abbattere i costi di smaltimento e di razionalizzare sia le voci di costo dell’azienda sia lo sfruttamento della superficie coltivata. Alla stessa logica risponde l’ipotesi avanzata dalla Commissione Europea di introdurre una soglia massima (il 5%) per i biocarburanti derivati da coltivazioni dedicate, limitando così la possibile proliferazione della colture “agroenergetiche” a discapito di quelle alimentari.
Grande attenzione all’ambiente anche nel comparto dell’energia termica per il riscaldamento di edifici ad uso residenziale o di stutture produttive agricole (come serre e fabbricati rurali) già esistenti, dove le agevolazioni per stufe, caldaie e termocamini sono calcolate in base ad un particolare coefficiente che “premia” i dispositivi più rispettosi dell’ambiente. In altri termini, più è “verde” l’impianto, maggiori sono gli incentivi. Potenzialmente – ha osservato Enama – il nuovo regime di incentivazione ha tutte le carte in regola per favorire uno sviluppo più sostenebile rispetto al passato, che armonizzi le esigenze dei produttori e del territorio.

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