Enologia e viticoltura sotto la lente

Si è appena conclusa la 7° “Giornata del vino e della vite” in Alto Adige, atteso appuntamento che da diversi anni fa il punto della situazione sui risultati delle più innovative ricerche sperimentali attuate dal Centro di Sperimentazione Laimburg. In questa particolare edizione sono stati presentati al pubblico presente, agricoltori e addetti ai lavori, gli esiti delle ultime ricerche sui settori trainanti dell’agricoltura altoatesina: la frutticoltura e la viticoltura. In particolare , nella nuova cantina di Termeno, sede della giornata, sono stati enunciati interessanti studi sulla Drosofila del ciliegio per il settore viticolo, mentre per l’enologia si è discusso sul confronto di cloni della varietà Sauvignon Blanc.
La Drosofila del ciliegio (Drosophila suzukii) parassita comparso in Alto
Adige nel 2010 e che da allora provoca seri danni alle colture frutticole
della zona quali ciliegie, fragole, lamponi, mirtilli, more, albicocche e
uva è un problema molto sentito dal Centro Sperimentale, tanto che negli
ultimi anni ha focalizzato i suoi studi per cercare di debellare questo
infestante insetto che aggredisce dall’interno i frutti maturi. “Stiamo
allevando la Drosofila del ciliegio per studiare come essa si sviluppa e si
riproduce,” – spiega il biologo Roland Zelger del Centro di Sperimentazione
Laimburg e continua – “cerchiamo di capire quando il parassita colpisce e
soprattutto quali frutti”. A conclusione dell’intervento è emerso che il
problema è in forte aumento in Alto Adige e che per limitare le infestazioni
del parassita è necessario tenere puliti i vigneti, in modo da non attirare
la drosofila e permetterne la proliferazione.
Enologia: confronto tra differenti cloni di Sauvignon Blanc
Il Centro di Sperimentazione Laimburg in primo piano anche nel settore
enologico, dove ha analizzato di recente l´importanza del sito sulla
coltivazione e sulla qualità dei vini prendendo in esame la varietà
Sauvignon Blanc, varietà molto diffusa in Alto Adige. Nel corso della
ricerca sono stati esaminati sette cloni di questo vitigno, francesi, con
una maturazione precoce e cloni italiani, con una maturazione tardiva che
sono stati coltivati dal Centro di Sperimentazione ad altitudini estreme,
220 m di altitudine nei pressi di Piccolongo a Vadena e l’altra presso la
località Pochi di Salorno, a 750 m di altezza.
“Le differenze sensoriali tra i cloni testati sono minime” – spiega Josef
Terleth, docente del Centro di Sperimentazione Laimburg – “L’influenza della
zona e dell’annata sulla qualità del vino invece sono notevoli. Nelle
altitudini estreme le quantità raccolte subiscono un netto calo e anche la
maturazione procede lentamente”. In definitiva è stato dimostrato che
l’influenza sulla qualità dei vini è condizionata più dalla zona e
dall’annata che dal singolo clone.
Inoltre durante il convegno è stata illustrata l’efficacia di impianti
ottici che in alcuni paesi europei sono già in uso per la cernita automatica
delle uve. Questo metodo consente di dividere le diverse qualità a seconda
del loro colore. Nelle macchine, dotate di telecamere o laser, avviene la
cernita dei chicchi d’uva in base anche alla loro qualità, ciò permette di
separare in automatico acini meno maturi o quelle affette da marciume, da
quelle perfette per la vendemmia. Nel corso del suo intervento al convegno,
Jacob Feltes, del Centro Servizi “Ländlicher Raum Mosel“ (Germania), ha
riportato esperienze pratiche con quest’impianto, dimostrandone l’efficacia.
Rispetto all´anno 2000 la superficie vitata dell´Alto Adige è aumentata di
378 ha, infatti ad oggi sono 5.319 gli ettari coltivati a vigneto nella
provincia autonoma. Le varietà di vino bianco coprono 3.037 ha, mentre le
varietà di vino rosso sono coltivate su 2.282 ha. Tra le varietà di vino
bianco più coltivate il Pinot Grigio con 597 ha occupa il primo posto,
seguito dalle varietà Traminer Aromatico con 542 ha e Chardonnay con 512 ha,
mentre la varietà Sauvignon blanc è al quinto posto con 349 ha. Tra le
varietà di vino rosso, invece, la Schiava continua ad essere la varietà più
diffusa con 1.028 ha di superficie vitata, seguita dal Lagrein con 429 ha e
il Pinot Nero con 375 ha.
In breve il Centro di Sperimentazione Laimburg
E’ l’istituto di ricerca leader nel settore agroalimentare in Alto Adige e
si occupa principalmente di ricerca applicata diretta ad aumentare la
competitività e la sostenibilità dell’agricoltura altoatesina.
Ogni anno i 180 collaboratori lavorano a più di 400 progetti e attività in
tutti campi dell’agricoltura altoatesina, dalla frutticoltura e viticoltura
all’agricoltura montana. Il Centro di Sperimentazione Laimburg è stato
fondato nel 1975, a Vadena, nella Bassa Atesina e attualmente gestisce i
Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano e la Cantina del Podere
Provinciale.

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