ER: apicoltura, via libera piano triennale, 2,1 mln a produttori

api 2Per gli apicoltori dell’Emilia Romagna ci saranno 2.121.729 euro di risorse nazionali e comunitarie per migliorare la produzione e la commercializzazione dei prodotti nel triennio 2014-2016 (707.243 per l’annualità 2013-2014). È quanto prevede il ‘Programma regionale in materia di apicoltura’ approvato a maggioranza dall’Assemblea legislativa (contrario il consigliere del Mov5stelle, Andrea Defranceschi; astenuta la Lega nord). Obiettivo strategico del programma: favorire lo sviluppo qualitativo e quantitativo dell’apicoltura su tutto il territorio regionale nel rispetto dei principi di tutela dell’ambiente e della salute del consumatore, in armonia e secondo le linee guida indicate nella disciplina comunitaria e nelle disposizioni normative nazionali. In Emilia-Romagna si stima che operino attualmente circa 6.000 apicoltori per un numero di alveari pari a circa 104.000 (media dati censimento apistico regionale 2012). La produzione media (fonte: Osservatorio nazionale miele) è stimata in circa 2.700 tonnellate/anno di miele, circa il 12% della produzione nazionale. In particolare, il programma intende migliorare l’allevamento delle api e le attività ad esso connesse, attraverso l’aumento del livello tecnologico e l’adeguamento igienico-sanitario delle strutture, al fine di diminuire i costi di produzione e migliorare la qualità ed i processi di produzione del miele e degli altri prodotti apicoli (cera di api, pappa reale, propoli e polline); favorire la costituzione e l’applicazione in apicoltura del servizio di assistenza tecnica specialistica, principalmente da parte delle forme associate; migliorare su tutto il territorio regionale lo stato sanitario degli alveari (in particolare: risanamento, profilassi e cura degli allevamenti delle api dalla varroasi); incrementare e razionalizzare lo sfruttamento delle risorse nettarifere regionali ed extraregionali attraverso la diffusione, la razionalizzazione ed il sostegno della pratica del nomadismo. Ancora: sostenere il popolamento del patrimonio apicolo regionale e tutelare l’Apis Mellifera di razza Ligustica attraverso l’attività di allevamento, selezione, miglioramento genetico e moltiplicazione di api regine, sciami e famiglie di api; favorire, infine, l’adozione e la divulgazione di programmi di ricerca, caratterizzazione dei mieli tipici, miglioramento della qualità dell’apicoltura e dei suoi prodotti da parte di organismi tecnico-scientifici specializzati a supporto di obiettivi di sviluppo dell’intero comparto a livello regionale. (ANSA).

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