Eridania; tavolo sulla crisi con Regione e parlamentari

Eridania Stabilimento San Quirico
E’ stato aggiornato all’ 8 gennaio il tavolo di crisi di Eridania Sadam, che sara’ allargato a Regione e parlamentari emiliano-romagnoli. Lo hanno reso noto Flai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil che in mattinata hanno incontrato Provincia di Parma e Comune di Tracasali, dove si trova lo zuccherificio di San Quirico, l’unico rimasto in funzione del gruppo Eridania. I sindacati temono infatti che anche per l’ impianto parmense possano in futuro sorgere problemi, dopo che la societa’ si e’ sfilata dall’ accordo 2008 sulla integrazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dei sei zuccherifici che sono stati chiusi.

Cosi’ i circa 300 lavoratori dei sei ex impianti Eridania Sadam destinati alla riconversione, al 31 dicembre non avranno rinnovata la cassa integrazione e finiranno a stupendio zero. Gli altri gruppi del settore coinvolti dal piano di riconversione (Sfir, Italia Zuccheri-Coprob e Finbieticola) hanno invece sottoscritto una dichiarazione congiunta che prevede la conferma degli impegni assunti sugli ammortizzatori.

Dopo la decisione di Eridania-Sadam, i sindacati hanno proclamato uno sciopero per l’11 gennaio, in attesa di un incontro al ministero del Lavoro, non ancora convocato. L’11 e’ in programma una manifestazione a Bologna, dove ha sede il Gruppo Maccaferri, proprietario di Eridania-Sadam. Intanto, Provincia di Parma e Comune di Trecasali hanno incontrato l’ azienda e hanno chiesto il rispetto dei piani industriali presentati (con la continuita’ produttiva di San Quirico). Inoltre hanno chiesto che vengano garantiti gli attuali accordi sindacali anche per il 2010.
”Occorre fare fronte comune: solo in questo modo si puo’ esercitare davvero pressione sul governo, affinche’ mantenga gli impegni presi e non metta in ginocchio un intero settore della nostra economia”.

E’ l’ appello del vicepresidente della Provincia di Parma, Pier Luigi Ferrari, al termine degli incontri che si sono svolti oggi sulle difficolta’ del settore bieticolo-saccarifero. Sul tavolo ancora la mancata erogazione da parte del governo degli aiuti pattuiti nel 2005 con l’Unione Europea, ‘contropartita’ (insieme ai contributi comunitari) al si’ italiano alla ristrutturazione del settore che ha portato alla chiusura di molti zuccherifici. Le risorse per gli aiuti nazionali non sono state stanziate per il 2009 e non compaiono nemmeno nella Finanziaria 2010: nel complesso si tratta di 86 milioni di euro (43+43). Gli operatori chiedono che almeno i 43 milioni del 2010 possano arrivare. (ANSA)

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