Eridania: ora il Governo stanzi le risorse per il settore

”In un momento in cui il nostro Paese e’ attraversato da una profonda crisi sociale, l’accordo raggiunto, anche grazie al senso di responsabilita’ delle organizzazioni sindacali e delle maestranze, costituisce un momento di coesione fondamentale fra impresa e lavoratori”. Cosi’ l’Ad del gruppo Eridania-Sadam Piero Tamburini commenta l’accordo sulla vertenza. A questo punto – aggiunge – ”ci attendiamo da parte del Governo l’adozione delle misure da tempo invocate”. Come il decreto interministeriale sulla tracciabilita’ delle biomasse di origine agricola e come l’ erogazione degli aiuti. ”Reclamiamo dal Governo il pronto stanziamento delle risorse autorizzate da Bruxelles per il settore bieticolo-saccarifero, di cui non c’e’ traccia nella finanziaria 2010, ne’ nei provvedimenti all’esame del Parlamento”, spiega Tamburini sottolineando che ”si tratta di fondi che il Governo si e’ impegnato, fin dal 2006, ad erogare a favore del residuo comparto nazionale, indispensabili per preservare la produzione di zucchero nel nostro Paese”.
Ieri intanto si è tenuto un incontro al Ministero delle Politiche agricole, al quale il ministro Zaia però non ha partecipato, e Unionzucchero esprime preoccupazione ”Il Governo – dichiara l’associazione degli industriali dello zucchero – non intende adempiere agli impegni assunti con il settore bieticolo saccarifero” e cio’ rischia di ”pregiudicare, fin da subito, il proseguimento delle attivita’ produttive”. Dall’incontro onfatti sarebbe emerso che ci sono ”difficolta’, anche di ordine politico, a stanziare gli attesi aiuti nazionali a favore della produzione di barbabietole e di zucchero per il 2009 e 2010, nonostante fossero gia’ stati concordati con l’attuazione della Riforma del Mercato dello Zucchero. ”Le risposte del ministero e del Governo – prosegue Unionzucchero – rappresentano una gravissima decisione, tale da pregiudicare, fin da subito, il proseguimento delle attivita’ produttive”. Secondo l’associazione, con le risposte date, ”il governo si e’ assunto la piena responsabilita’ di determinare la cessazione delle attivita’ del settore, aprendo una gravissima crisi industriale che coinvolgera’ oltre 2 mila dipendenti, 4 stabilimenti e oltre 10 mila aziende agricole”. Non solo ma si rischia di porre in discussione la realizzabilita’ dei progetti di riconversione che,con investimenti privati per oltre 1,3 miliardi di Euro, sarebbero in grado di garantire circa 700 nuovi posti di lavoro in Italia, in piena sintonia col giusto richiamo rivolto, nei giorni scorsi, dal Ministro Sacconi al mondo delle imprese, in termini di responsabilita’ sociale e di ”capacita’ di riprogettazione dei destini aziendali a misura delle persone”.

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