Estata calda: nel ravennate si vendemmia

uva bianca ERSolo nel 2003, quando la colonnina di mercurio superò per oltre un mese i 35 gradi, la vendemmia nel Ravennate era stata tanto precoce. Un record, tuttavia, che ha le ore contate dato che gli agricoltori delle nostre colline sono già pronti a scendere tra i filari. Per via dell’estate più calda degli ultimi 150 anni, infatti, la raccolta delle uve inizierà in provincia con una settimana di anticipo rispetto alla consuetudine. Da lunedì i primi grappoli di uve bianche destinate alla produzione di spumanti, in particolare chardonnay, la cui raccolta sancisce tradizionalmente l’avvio delle vendemmia, lasceranno le piante per finire in cantina e trasformarsi via via nel prezioso nettare di Bacco.
“Da oltre un decennio non avevamo temperature così elevate durante i mesi estivi – commenta Stefano Gardi, titolare dell’azienda agricola-vitivinicola Gardi-Bertoni di Mazzolano di Riolo Terme – solitamente iniziavamo a vendemmiare dopo Ferragosto ma quest’anno le condizioni climatiche hanno accelerato i processi di maturazione obbligandoci ad anticipare la raccolta”. Presto per fare previsioni sulla qualità anche se Gardi è ottimista: ‘La primavera piovosa e l’estate torrida hanno creato i presupposti per una buona vendemmia con produzione elevata, per quanto riguarda la qualità – prosegue il produttore – i primi campioni ci fanno davvero ben sperare”.

Ovviamente, prima di giungere a stime più definite, occorre attendere le prossime settimane quando la vendemmia entrerà nel vivo e partirà la raccolta di tutte le altre uve. Un dato certo, al momento, è comunque quello relativo alla produzione, prevista in aumento a livello nazionale di almeno il 5 per cento rispetto al 2014, per un totale atteso di circa 44 milioni di ettolitri.
Prevede un leggero anticipo delle operazioni di vendemmia anche Mauro Altini, titolare dell’azienda-cantina vinicola La Sabbiona di Oriolo dei Fichi, specializzata nella coltivazione di vitigni autoctoni che vengono poi spumantizzati e che hanno maturazione più lenta rispetto, ad esempio, al tradizionale chardonnay.
“La stagione sinora è stata buona, lo stato fitosanitario dei vigneti è ottimo, non ci sono segnali di stress idrico – afferma il titolare – chiaro che ora molto dipenderà dall’andamento climatico di queste settimane precedenti la raccolta, di certo la maturazione sta proseguendo nei tempi giusti”.

Mentre, dunque, dai vigneti giungono solo segnali positivi, i viticoltori si trovano però a dover fare i conti con un eccesso di burocrazia che zavorra il loro lavoro e l’intero settore.

Per arrivare dalla vigna ad una bottiglia di vino, occorrono più di 70 pratiche burocratiche da presentare a oltre 20 diversi soggetti istituzionali per un mole di tempo che impegna il vitivinicoltore in media 100 giornate all’anno. Una situazione denunciata da Coldiretti Ravenna che, in vista della prossima vendemmia, ha partecipato a Firenze ad un incontro interregionale sul problema della burocrazia che sottrae ai produttori tempo e risorse per adempiere ad una serie di pratiche che si ripetono e si moltiplicano quasi all’infinito per presentare ad enti diversi una mole di documentazione quasi sempre uguale a se stessa.
Chi produce vino deve tener presente – spiega Coldiretti – più di mille norme per un totale di oltre 4.000 pagine tra leggi, decreti, direttive, regolamenti, circolari, delibere nazionali e regionali. Una situazione insostenibile per un settore che in Emilia Romagna su 50 mila ettari di terreno produce 6,3 milioni di ettolitri di vino per un valore di 342 milioni di euro.
Per ridurre l’impatto burocratico, Coldiretti ha presentato una serie di proposte confluite nel testo Unico in discussione in Parlamento che vanno dall’adozione di un sistema informatico unico alla razionalizzazione delle attività di controllo nei vigneti e nelle cantine, dalla revisione del sistema ci certificazione e controllo, con l’introduzione dell’analisi dei rischi, alla revisione ed al coordinamento del sistema sanzionatorio, oltre alla creazione di uno sportello unico per l’export del vino.
Le nostre proposte per il testo Unico – afferma il Presidente Coldiretti Ravenna Massimiliano Pederzoli – possono eliminare almeno 40 tra adempimenti e registri con una riduzione del 50% del tempo dedicato alle scartoffie, oltre che un risparmio di costi attualmente a carico delle imprese e della pubblica amministrazione. Tutto questo senza compromettere l’efficacia delle attività di controllo che, anzi, in molte situazioni può aumentare, dando maggiori garanzie anche al consumatore”.

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