Etichetta cibo, Italia entro anno indicherà stabilimento

amadori produzione hamburgerEntra in vigore da oggi la legge di delegazione europea 2015 conforme al regolamento Ue 1169/2011 che prevede regole anche per l’etichettatura degli alimenti, in particolare l’indicazione obbligatoria nell’etichetta della sede e dell’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento. Una legge fortemente voluta dal ministro delle politiche agricole Maurizio Martina dopo che l’indicazione obbligatoria dello stabilimento di produzione era stata eliminata dal regolamento Ue in vigore dal 13 dicembre 2014. Il via libera definitivo al disegno di legge era giunto nel Consiglio dei ministri del 6 novembre scorso e aveva ricevuto l’approvazione definitiva del Senato il 28 luglio scorso. Le norme deliberate troveranno presto attuazione, già entro l’anno – secondo quanto apprende l’ANSA -, in quanto il decreto attuativo predisposto dal ministero delle politiche agricole è stato già inviato agli altri ministeri interessati per l’approvazione definitiva. Sulla legge in vigore da oggi, il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina osserva sul suo profilo facebook che è “Una risposta concreta che ci spinge a proseguire il percorso intrapreso, anche a livello europeo, per valorizzare la distintività del nostro modello agroalimentare, unico al mondo”. “Ce lo avevano richiesto i cittadini-consumatori – aggiunge il ministro – nei confronti dei quali abbiamo il dovere di garantire informazioni sempre più chiare”. L’indicazione dello stabilimento di produzione o confezionamento in etichetta è stato voluto, spiega l’articolo 5, al fine di ”garantire una corretta e completa informazione al consumatore e una migliore e immediata rintracciabilità dell’alimento da parte degli organi di controllo, anche per una più efficace tutela della salute”. Ci possono poi essere casi in cui ”tale indicazione possa essere alternativamente fornita mediante diciture, marchi o codici equivalenti, che consentano comunque di risalire agevolmente alla sede e all’indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento”. Inoltre, ”fatte salve le fattispecie di reato vigenti, si dovrà adeguare il sistema sanzionatorio nazionale per le violazioni amministrative, individuando sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate alla gravità della violazione, demandando la competenza per l’irrogazione delle sanzioni amministrative allo Stato al fine di disporre di un quadro sanzionatorio di riferimento unico e di consentirne l’applicazione uniforme a livello nazionale”. L’ autorità amministrativa competente è stata individuata nel Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) che fa capo al Ministero delle politiche agricole. Secondo Coldiretti, è positiva la reintroduzione dell’obbligo di indicare nell’ etichetta dei prodotti alimentari lo stabilimento di produzione “ma va al più presto accompagnato anche dall’indicazione obbligatoria della provenienza di tutti gli alimenti come ha chiesto il 96,5 per cento degli italiani sulla base della consultazione pubblica on line condotta dal ministero delle Politiche Agricole”. (ANSA)

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