Etichetta: faro Ue sulla legge; Galan, in regola

Bruxelles accende un faro sulla legge che obbliga l’etichetta sui cibi appena varata dall’Italia. L’unione Europea vuole vederci chiaro sulla conformita’ con le norme comunitarie per quanto riguarda i prodotti trasformati. Pronta la replica del ministro Giancarlo Galan: la legge sull’etichettatura approvata ieri dalla Commissione agricoltura della Camera ”e’ assolutamente coerente e rispettosa delle regole comunitarie” dice il ministro dell’Agricoltura offrendo la massima collaborazione a Bruxelles e tranquillizzando sul fatto che le regole ”che offrono larga tutela al consumatore e rappresentano una normativa di avanguardia a livello europeo, non determinano alcuna violazione dell’ordinamento comunitario”. I dubbi di Bruxelles (”e’ presto per parlare di procedura d’infrazione” dice Frederic Vincent, portavoce del commissario Ue alla Salute John Dalli) riguardano non tanto la carne fresca (per la quale la legge italiana anticipa anzi un regolamento che dovrebbe entrare in vigore in tutta l’Ue), quanto i prodotti trasformati rispetto ai quali ”la normativa italiana va al di la’ di quanto previsto dalle norme comunitarie”, spingendo le regole troppo oltre. Galan auspica pero’ che la Commissione ”si esprima positivamente” perche’ la legge italiana, ”nell’intento modernissimo di tutelare il diritto di scelta del consumatore, si limita – dice – a stabilire il principio di ordine generale secondo cui in etichetta va indicata l’origine della materia prima agricola utilizzata. Ma non in via immediata e indiscriminata per tutti i prodotti”. Verra’ elaborato per ciascuna filiera un decreto attuativo, spiega ancora il ministro, con le modalita’ per l’indicazione dell’origine in etichetta. In attesa delle valutazioni della Ue, la Confartigianato plaude alla normativa: ”Piu’ informazione e maggiore trasparenza significa rilancio dei consumi” dice il segretario generale Cesare Fumagalli che aggiunge: ”Conoscere l’origine dei prodotti e’ fondamentale per i consumatori italiani ed europei. E l’Unione Europea dovrebbe adeguarsi alle esigenze dei cittadini per tutelare il loro diritto alla corretta informazione sui prodotti che acquistano”. La Coldiretti ricorda il ruolo di apripista svolto dall’Italia sul tema della sicurezza alimentare: ”Latte fresco, passata di pomodoro e carne di pollo sono da tempo etichettati in Italia sulla base di norme nazionali che obbligano ad indicare l’origine con il consenso dell’Ue” dice. Plaude all’approvazione del provvedimento anche la Coop, ricordando tuttavia che ”l’origine e’ un’informazione necessaria, ma non sufficiente perche’ ancora piu’ importanti sono le garanzie sulle modalita’ produttive, sui controlli, sulle caratteristiche di sicurezza e qualita’ dei prodotti”.(ANSA).

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