Etichetta: l’Ue bacchetta l’Italia per fuga in avanti. Coldiretti: “la legge va applicata subito”


Non piace a Bruxelles la scelta dell’Italia di varare una norma che rende obbligatoria l’etichetta di origine di tutti i prodotti alimentari, in assenza di una regolamentazione a livello europeo. A scriverlo, in una lettera indirizzata al ministro delle Politiche agricole Giancarlo Galan, sono i commissari europei alla Salute John Dalli e all’Agricoltura Dacian Ciolos. Nella lettera, che porta la data del 25 gennaio scorso, i due commissari giudicano la norma italiana ”inopportuna”, dopo aver spiegato il cammino fatto finora in Europa sul fronte dell’etichettatura di origine. La legislazione italiana ”aggiungera’ ulteriori complessita’ e tensioni nei negoziati futuri su questo caso controverso”, affermano Dalli e Ciolos, chiedendo all’Italia di inviare alla Commissione il testo della legge adottata in modo da consentire ”una valutazione completa”. Gia’ un anno fa, dopo la notifica di un progetto italiano sull’argomento, Bruxelles, ricordano i commissari, aveva chiesto di posticipare le misure di un anno, perche’ una proposta europea era gia’ all’esame. Il Consiglio dei ministri Ue il 14 febbraio prossimo dovrebbe raggiungere un accordo per l’etichettatura della carne, compresa quella di maiale, e del pollame. Un regolamento comunitario potrebbe quindi entrare in vigore, dopo l’iter parlamentare, entro il 2013-14. Apprezzamento per il lavoro svolto a Bruxelles arriva dal ministro italiano, che invece se la prende con chi lo accusa di aver tenuto segreta la lettera di Ciolos e Dalli (”al sottoscritto e’ arrivata il primo febbraio”). ”Trasmetteremo la legge alla Commissione europea non appena questa sara’ pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Confermo la piena sintonia con gli orientamenti comunitari, tanto e’ vero che, come piu’ volte richiesto dalla Commissione, invieremo alla stessa i decreti attuativi, prodotto per prodotto”, ha sottolineato il ministro, dicendosi ”certo che cio’ che e’ stato fatto in Italia in questa delicatissima materia sara’ tenuto nella giusta considerazione dalle istituzioni comunitarie”. Dal Parlamento europeo, il presidente della commissione Agricoltura, Paolo De Castro, ricorda come l’Assemblea avesse dato il suo via libera a una norma europea in materia di etichettatura gia’ nel luglio, che poi e’ stata disattesa dal Consiglio del 7 dicembre. ”Il provvedimento italiano rappresenta una fuga in avanti ed e’ inapplicabile in assenza di una normativa europea”, riconosce De Castro, secondo il quale sarebbe stato meglio concentrare gli sforzi perche’ in sede Ue venissero recepite le ”giuste istanze” italiane, invece di varare un provvedimento ”sostanzialmente inutile, con un’operazione molto demagogica”.

La presa di posizione da parte degli organi comunitari è duramente criticata dalla Coldiretti che sostiene l’applicazione da subito della legge sull’etichettatura, anche a costo di aprire un contenzioso con l’Ue. ”Essere in anticipo e’ un pregio e non certo un difetto per un Paese come l’Italia che ha il compito di svolgere un ruolo di leadership in Europa nella tutela della qualita’ e della sicurezza alimentare” dice la Coldiretti ricordando che ”gia’ in altre occasioni, l’Italia ha anticipato l’Unione Europea guidandola verso una norma di trasparenza fortemente voluta dai cittadini”. ”Il nostro Paese con questa legge ha dimostrato di essere leader in Europa in tema di sicurezza alimentare – afferma in una nota l’organizzazione agricola – avendo avuto il coraggio di legiferare laddove invece l’Europa, ancora troppo distante dai cittadini, trova il modo di impantanarsi perpetuando di fatto gli interessi delle lobby degli affari”. . (ANSA).

Questo, in sintesi, quanto prevede il provvedimento sull’etichettatura d’origine:
DENOMINAZIONI RAFFORZATE – In particolare l’articolo 2 reca disposizioni per il rafforzamento della tutela e della competitivita’ dei prodotti a denominazione protetta. All’articolo 3 disposizioni per la salvaguardia delle produzioni italiane di qualita’. Viene aggiornata e coordinata la disciplina sanzionatoria prevista da diverse normative speciali. – OBBLIGO D’INDICAZIONE D’ORIGINE – L’articolo 4 e’ il cuore del provvedimento e detta la nuova disciplina in materia di etichettatura di origine dei prodotti alimentari, ”per assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione e rafforzare prevenzione e repressione delle frodi alimentari”. Si prevede l’obbligo per i prodotti alimentari posti in commercio di riportare nell’etichetta anche l’indicazione del luogo di origine o di provenienza, oltre alla altre indicazioni previste dalla normativa gia’ vigente. E’ inoltre previsto, in conformita’ alla normativa dell’Unione europea, anche l’obbligo di indicazione in etichetta dell’eventuale utilizzazione di ingredienti in cui vi sia presenza di organismi geneticamente modificati in qualunque fase della catena alimentare. Per i prodotti alimentari trasformati, l’indicazione riguarda il luogo in cui e’ avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione e allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata nella preparazione o nella produzione dei prodotti. Le modalita’ di attuazione di queste disposizioni sono affidate a successivi decreti dei ministri delle Politiche agricole alimentari e forestali e dello Sviluppo economico. – CONTRASTO A PUBBLICITA’ INGANNEVOLE – L’articolo 5 prescrive che per i prodotti alimentari le informazioni relative al luogo di origine o di provenienza delle materie prime agricole sono necessarie al fine di non indurre in errore il consumatore. (ANSA).

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.