Etichettatura: l’Italia a Bruxelles ha votato contro

L’Italia ha votato contro l’accordo politico raggiunto, oggi a Bruxelles, dal Consiglio dei ministri per gli affari sociali, la sanita’ e i consumatori dell’Ue, in materia di etichettatura delle derrate alimentari, per fornire informazioni ai consumatori. Lo ha annunciato il ministro alla salute Ferruccio Fazio precisando che l’Italia e’ stato l’unico Stato membro ad opporsi all’ accordo in prima lettura, in quanto ora il dossier passera’ al Parlamento Ue prima di ritornare all’esame dei ministri. ”L’Italia ha votato contro – ha spiegato Fazio per due ragioni che rappresentano aspetti irrinunciabili per la tutela dei nostri produttori”.
Il ‘no’ italiano nasce da due ragioni. In primo luogo per la presenza nel testo dei ”private labels”, ossia i marchi propri a cui fa sempre piu’ ricorso la grande Distribuzione impedendo di fatto il riconoscimento del produttore nell’etichetta. Questo rappresenta – ha spiegato il ministro – un danno per la produzione alimentare italiana dove sono spesso presenti prodotti artigianali confezionati da piccole e medie imprese. ”C’e’ comunque ancora la possibilita’ di modificare questo approccio perche’ – ha sottolineato Fazio – la Commissione europea e’ dalla nostra parte”. Al riguardo, lo stesso commissario Ue alla salute, John Dalli, interrogato dai cronisti, ha ribadito ”che la Commissione e’ favorevole affinche’ sull’etichetta appaia non solo il nome del venditore, ma anche quello del produttore. E’ importante capire da dove viene il prodotto – ha aggiunto Dalli – e quindi e’ importante che il consumatore ne sia sensibilizzato”. Il secondo problema sollevato dal ministro concerne la mancanza del valore nutrizionale in etichetta per porzione di alimento confezionato, mentre al momento e’ previsto il solo valore nutrizionale per 100 grammi di alimento. Interrogato poi sui profili nutrizionali Fazio ha tenuto a precisare: ”I profili nutrizionali ci saranno. Noi vogliamo difendere le aziende italiane e potremmo pensare, per alcuni prodotti (dolciari ma non solo) all’introduzione di profili nutrizionali specifici”. Anche su questo fronte la Commissione europea ha fatto capire che il negoziato non e’ chiuso e ci sono ancora spazi di manovra dopo il passaggio del dossier al Parlamento Ue. Fazio si e’ detto invece soddisfatto per aver ottenuto ”la non applicabilita’ di quelle norme alle bevande alcoliche”. (ANSA).

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