Etichettatura Ue: Italia contro tutti sulle nuove regole

L’Italia contro tutti a Bruxelles per difendere l’introduzione in Europa di un’etichetta alimentare che dia visibilita’ ai produttori italiani e che permetta al consumatore di conoscere, con un solo sguardo, il valore nutritivo della merendina o del biscotto che consuma. ”Siamo stati il solo Paese a votare contro al Consiglio Ue – ha detto ai cronisti il ministro per la salute Ferruccio Fazio – in quanto nell’accordo politico, che ora torna all’esame del Parlamento europeo, non sono presenti aspetti che consideriamo irrinunciabili per la salvaguardia dei nostri produttori e per tutelare e informare meglio i consumatori privilegiando le produzioni di qualita”’. Ma proprio dai consumatori e’ giunta un’immediata alzata di scudi. Vicenzo Donvito, presidente dell’associazione Aduc, ”non apprezza che il ministro sia riuscito a far approvare l’esenzione dall’obbligo di indicare sulle etichette di alcune bevande alcoliche la lista degli ingredienti e dei contenuti nutrizionali”. Per Dario Longo di Federalimentare invece ”l’intesa e’ nel complesso equilibrata”. Fazio ha puntato il dito, con il sostegno del collega alle politiche agricole Giancarlo Galan, contro la possibilita’ lasciata alla grande distribuzione di porre il suo marchio e il suo nome su un alimento, ad esempio una confezione di prosciutto o di pelati, prodotto da una piccola e media azienda italiana di cui il consumatore non conoscera’ mai il nome, mentre sara’ il supermercato a beneficiare del valore aggiunto sulla qualita’ del prodotto. Il ministro ha ritenuto anche carente l’accordo che rende obbligatorio indicare sulla confezione il valore nutritivo del cibo e il suo tenore – espresso per 100 grammi o 100 milligrammi – in grassi, grassi acidi saturi, proteine, glucidi, zuccheri e sale. Al consumatore – sostiene Fazio – bisogna fornire quei valori ”per porzione o per unita’ di consumo”. Insomma un’intesa politica zoppicante e priva di quelle conquiste, ha indicato il presidente della commissione agricoltura dell’Europarlamento, Paolo De Castro (S&D), che ”il Parlamento era riuscito a introdurre nella proposta dopo un lungo e complesso lavoro della commissione agricoltura”. Si tratta soprattutto degli emendamenti che erano stati introdotti sull’origine obbligatoria in etichetta per i prodotti agricoli, per carne e pesce, e che al momento sono stati stralciati dall’accordo politico. Sull’origine, il Consiglio Ue ha accettato solo di estendere l’obbligo di indicarlo in etichetta per carne suina, pollame e l’agnello, in base al sistema in vigore per la carne bovina. ”Questo e’ avvenuto – ha attaccato De Castro – per mancanza di protagonismo del nostro Paese mentre in Italia si festeggia l’approvazione di una norma destinata a non avere valore giuridico” (il Ddl sull’etichettatura ndr). ”Per definizione le leggi dello Stato italiano hanno un valore giuridico” ha immediatamente reagito il presidente della commissione agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza. Una raffica di reazioni negative all’accordo politico Ue sono giunge anche dalle organizzazioni agricole e lavorative Coldiretti, Cia e Uila-Uil. Ora dobbiamo impegnarci per il futuro – ha detto Fazio – ma al nostro fianco c’e’ la Commissione Ue: ”un ottimo alleato’. (di Patrizia Lenzarini – ANSA)

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