EXPO 2015: un “focus” sulla meccanica agricola

made-expo“EXPO 2015 è una festa dell’alimentazione ma è anche una festa dell’agricoltura, nella quale la meccanizzazione ha un ruolo fondamentale; in tale prospettiva la Federazione italiana dei costruttori di macchine agricole FederUnacoma ha voluto prendere parte all’esposizione di Milano”. Con queste parole il presidente Massimo Goldoni ha salutato i partecipanti all’incontro stampa tenutosi nel pomeriggio di oggi nel Teatro della Terra, all’interno del Parco della Biodiversità di EXPO 2015, per presentare le iniziative di FederUnacoma nell’ambito della grande manifestazione internazionale. La varietà e la qualità del nostro cibo dipendono dai territori rurali, dalle tecniche di coltivazione e soprattutto dal livello delle tecnologie meccaniche utilizzate nelle lavorazioni agricole – ha spiegato Goldoni – e per questo le meccanizzazione deve avere un posto, e un posto importante proprio in questo contesto espositivo. La presenza ad EXPO di FederUnacoma – che partecipa alla mostra di Confindustria “Fab Food. La fabbrica del gusto italiano”, prende parte alla mostra di Federalimentare “Cibus è Italia”, ha un postazione istituzionale nel Parco della Biodiversità e organizza insieme con la Confagricoltura un evento dimostrativo di macchine in campo a Becedasco Basso in provincia di Piacenza (3-4 luglio) – offre l’occasione per una valutazione anche di carattere economico e politico sul valore e sulle criticità delle filiere agroalimentari.
L’Italia si colloca al terzo posto in Europa per valore complessivo della produzione dopo Francia e Germania – ha ricordato Goldoni – e al secondo posto per valore aggiunto. La capacità della nostra agricoltura di produrre valore si integra con l’eccellente know how dell’industria alimentare nazionale, che con i suoi oltre 130 miliardi di fatturato si colloca al terzo posto in Europa dopo Germania e Francia. Anche sul fronte dell’internazionalizzazione, l’export agroalimentare italiano risulta in netta crescita, avendo raggiunto quota 34,3 miliardi di euro, con un incremento del 77% negli ultimi dieci anni.
Questi risultati sono straordinari – ha osservato Goldoni – se si pensa ai limiti strutturali delle imprese agricole italiane, notevolmente più piccole rispetto alla media europea, e se si considera la disponibilità complessiva di terreni coltivabili, che vede il nostro Paese solo al settimo posto nel continente, con meno di 13 milioni di ettari contro, ad esempio, i 28 milioni della Francia.
La competitività del nostro sistema è dunque legata agli input tecnologici, e in particolare alla meccanizzazione agricola, in grado di rendere competitive le nostre produzioni. Se è vero che la crescita della meccanizzazione ha camminato di pari passo con la crescita del sistema agroalimentare, allora bisogna temere che la crisi della meccanizzazione possa produrre danni all’intero sistema. Il presidente dei costruttori ha infatti ricordato come la crisi del mercato delle macchine agricole, che ha visto le immatricolazioni di trattrici diminuire del 45% tra il 2004 e il 2014, cominci ad avere riflessi anche sulla produttività del sistema agroalimentare che negli ultimi anni sembra avere in effetti segnato il passo. Le imprese non hanno smesso di investire in innovazione tecnologica – come dimostra fra l’altro la gamma di prodotti realizzata dalle undici imprese associate a FederUnacoma che hanno voluto essere presenti all’EXPO con delle istallazioni nell’ambito della Mostra “Cibus è Italia” (AMA, Annovi Reverberi, Breviglieri, Capello, Comer Industries, Irrimec, Ocmis Irrigazione, Officine Brevetti Caron, Rovatti Pompe, Salvarani e Zanon) – ma occorre un intervento di carattere politico perché la meccanica agricola venga sostenuta proprio come elemento chiave delle filiere. L’eccellenza dell’agroalimentare italiano dipende dalla qualità del parco macchine – ha concluso Goldoni – la forza del settore risiede “a monte” del processo produttivo.

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