Expo: Coldiretti E-R, incontro dedicato al comparto ittico

pesce cesenatico
L’Emilia Romagna è una importatrice netta di pesce. Second elaborazioni di Coldiretti Impresa Pesca sugli ultimi dati dell’Osservatorio dell’economia ittica regionale, i deficit commerciale è superiore ai 513 milioni di euro a causa della forte differenza tra export e import. La nostra regione che “produce” pesce per 108 milioni di euro, infatti esporta circa 27 mila tonnellate di pesce per un valore di 80 milioni di euro contro 112 mila tonnellate di importazione per un valore di 593 milioni di euro.

La massiccia presenza di pesce proveniente da altre zone, ha spinto Coldiretti Impresa Pesca Emilia Romagna a promuove ad Expo, ne padiglione Coldiretti un incontro con i visitatori per spiegare come riconoscere l’origine del pescato. Il presidente di Coldiretti Impresa Pesca, Tonino Giardini, ha ricordato che, per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo è importante verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Giardini ha anche consigliato di rivolgersi alle esperienze di filiera corta per la vendita diretta del pescato che Coldiretti Impresa Pesca ha avviato presso la rete di Campagna Amica proprio sulla Riviera emiliano romagnola. Logicamente – è stato detto all’incontro – bisogna sempre controllare che la carne del pesce abbia una consistenza soda ed elastica, che la pelle sia lucida, che le branchie abbiano un colore rosso o rosato e che siano umide e gli occhi non siano secchi o opachi o concavi, mentre l’odore non deve essere forte, sgradevole o con richiami all’odore dell’ammoniaca.

La regione Emilia Romagna – ricorda Coldiretti Impresa Pesca – con i suoi 120 chilometri di costa sul mare Adriatico è una delle regioni con più forti e antiche tradizioni di pesca, ma tra il 2000 e il 2011, secondo i dati dell’Osservatorio regionale sull’Economia ittica, il numero dei battelli da pesca dell’Emilia Romagna è calato di 400 unità, passando in dieci anni da 1.059 a 659 barche, un trend drammaticamente simile a quello nazionale che negli ultimi trent’anni ha perso il 35% delle imbarcazione (oggi sono solo 13.500) e 18 mila posti di lavoro.

Mentre il consumo di prodotti della pesca è in leggero aumento, i prezzi dei prodotti sono in calo a causa della pressione dei prodotti provenienti da Paesi con costi molto inferiori ai nostri, anche a causa di minori garanzie sociale e minore rispetto ambientale. Per questo – sottolinea ancora Coldiretti Impresa Pesca Emilia Romagna – la diffusione della vendita diretta e dello street food, accorciando la filiera e soprattutto garantendo l’origine e la provenienza del prodotto è una strada per assicurare maggio valore aggiunto a chi pesca e determina maggiori garanzie per il consumatore.

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