Expo: inaugurato cluster riso, nel segno della povertà

riso1 Agri 882Sembra di entrare in una risaia: riso (vero) a terra, riso (riflesso) sulle pareti a specchio che circondano le mini-risaie. E, una volta dentro, un mondo di assoluta semplicità: i prodotti dell’artigianato locale che, dalla Cambogia al Laos, dalla Sierra Leone all’India, vengono mostrati in nome di quel chicco che è fonte di vita. E’ il cluster del riso. Il suo chicco sfama la metà della popolazione mondiale, le sue origini sono antichissime e oggi al mondo ne esistono oltre 140 mila varietà. Quello del riso è stato il primo dei nove cluster di Expo a essere inaugurato. Anche per questo il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, e il commissario unico, Giuseppe Sala, hanno voluto essere presenti insieme alle delegazioni dei diversi Paesi coinvolti nel progetto. Con la sua architettura realizzata come un gioco di specchi a richiamare il paesaggio delle risaie, il cluster è uno dei più ammirati dai visitatori che passeggiano lungo il Decumano. E’ stato pensato volutamente “povero”: una risaia all’esterno, una sorta di mercatino etnico all’interno. Ad inaugurarlo le delegazioni dei sei Paesi protagonisti: Bangladesh, Cambogia, Sierra Leone, Myanmar, Repubblica Democratica popolare del Laos e India, uno dei maggiori produttori mondiali insieme alla Cina, che coordina il Basmati Pavilion con la Amity University. Ogni Paese porta un tema specifico ma tutti insieme “rappresentano il grande lavoro che c’è dietro a ogni varietà per ridurre i costi energetici, il consumo di suolo e l’uso di pesticidi, per un riso sempre più sostenibile” ha spiegato uno dei responsabili, Massimo Labra, docente di Biologia vegetale all’Università Bicocca di Milano. C’è anche l’esperienza italiana nel cluster del riso, con una delle aziende storiche della Lomellina, Riso Scotti. In questa zona nascono alcune delle qualità più pregiate, il carnaroli e l’arborio. Nello spazio comune Scotti mostra ai visitatori come è cambiato in 150 anni il metodo di trasformazione del riso. In Italia viene prodotto solo lo 0,25% del riso mondiale, ma il nostro Paese ha fatto della qualità una bandiera e della ricerca un marchio di fabbrica. L’Ente Nazionale Risi, che si occupa della tutela di tutto il settore, porta a Expo l’esperienza dei produttori di riso italiano a Expo, con uno spazio all’interno del padiglione di Federalimentare, ‘Cibus è Italia’. Sono 52 le aziende che hanno aderito al progetto e rappresentano l’eccellenza italiana dalla Lomellina, alle zone del vercellese fino a Veneto, Emilia Romagna e Sardegna. Protagonista a Expo è anche uno dei piatti simbolo della cucina italiana nel mondo, il risotto. Lo chef stellato Davide Oldani ne prepara uno alla milanese rivisitato per l’occasione, con una qualità di carnaroli della Lomellina, invecchiato 18 mesi, e uno zafferanno proveniente da un piccolo produttore. Ogni giorno i segreti di un risotto perfetto si possono scoprire a due passi dal padiglione Zero.

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