Export e innovazione, al Sigep crisi alimentare si sente meno

Gelato Artigianale Vetrina(1)Settori che cambiano al loro interno e che rispondono meglio di altri alla crisi, forti di una grande vocazione all’export, all’innovazione e a un’immagine che ne fa prodotti di quel made in Italy che non si può imitare. E che produce – caso più unico che raro – più occupazione di quanta riesce a reperire sul mercato. Sono i settori rappresentati al Sigep, il salone internazionale della gelateria, pasticceria e panificazione artigianale, fino al 22 gennaio alla Fiera di Rimini. Per quanto riguarda il gelato, in Italia ci sono circa 38mila gelaterie, di cui 29mila con laboratorio. Numeri importanti che nel corso degli anni hanno favorito, a monte, la nascita di un significativo indotto: quello delle macchine per gelato e quello degli ingredienti. Il primo è formato da 15 aziende che occupano circa 450 addetti. Si tratta di un segmento ad alta vocazione internazionale con circa l’80% della produzione esportato. Anche per questo risente poco della crisi con un impegno crescente sui nuovi mercati come est Europa (Russia in testa) e l’estremo Oriente a cominciare dalla Cina. Per quanto riguarda l’industria degli ingredienti e dei semilavorati, in Italia ci sono circa 80 imprese con 1.500 addetti e un fatturato di oltre 250 milioni. Altra categoria di Sigep, altro settore, il caffè: in Italia sono attive 700 torrefazioni che occupano oltre 7mila addetti con un fatturato di 3,5 miliardi, di cui 950 milioni destinati all’export. Nel corso del 2013 si è affermata la tendenza a quelle modifiche strutturali dei consumi in atto già da qualche tempo con la crescita delle cialde rispetto ai caffè tradizionali macinati per moka, che continuano ad essere quelli più diffusi. Anche per la pasticceria, vola l’export dei dolci Made in Italy e cresce l’occupazione. Nella prima parte del 2013 (da gennaio ad agosto) le vendite all’estero di pasticceria natalizia sono aumentate del 13,8%, pari a 34,6 milioni di euro in più. Numeri importanti. Che si traducono in occupazione. Che potrebbe essere anche maggiore: nel 2013 – come mostrano i dati elaborati dal centro studi Fipe – il 13% delle assunzioni programmate per pasticceri e gelatieri non sono state effettuate e sono rimaste vacanti ben 600 posizioni per personale qualificato. Con una carenza che si è aggravata rispetto al 2012. (ANSA).

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