F.i.co ai nastri di partenza, obiettivo aprire per Expo

FICO1Si alza il sipario su F.i.co, Fabbrica italiana contadina. La ‘EatalyWorld del cibo’, alla cui realizzazione si sta lavorando al Centro agroalimentare di Bologna. Dopo la presentazione ufficiale del progetto alla città e lo svelamento del gruppo di investitori che hanno stanziato in totale 34 milioni, ai quali se ne aggiungeranno almeno altri 6, per i quali gli impegni sono in fase di formalizzazione. Da gennaio verranno valutati gli eventuali nuovi ingressi internazionali e l’obiettivo è di aprire i battenti in occasione dell’Expo in programma a Milano nel 2015.
Nel panorama internazionale, ha osservato alla presentazione del progetto, Andrea Segrè, presidente del Caab-Centro agroalimentare di Bologna, “un parco agroalimentare non esiste e proprio per questo abbiamo pensato di proporlo. Il Caab ha una caratteristica straordinaria: spazi enormi, è già sostenibile, è vicino al’autostrada e alle infrastrutture ed sottovalorizzato, è il luogo giusto. All’interno di F.i.co – ha aggiunto – ci saranno tutte le eccellenze dell’agroalimentare italiano. In pratica, dal campo alla tavola, dal forcone alla forchetta. Ad esempio – ha aggiunto Segrè – ci sarà un campo di grano, la trasformazione con il mulino, il pastificio, la vendita di pasta poi il ristorante di pasta questo completa un percorso che non c’è da nessuna parte”.
Il parco tematico pensato da Caab e Comune di Bologna, ha visto in Eataly, la creatura di Oscar Farinetti, presente con diverse sedi in diverse parti del mondo, il partner di riferimento. Secondo le stime, Fico attirerà dai 5 ai 10 milioni di visitatori all’anno, un terzo stranieri, creerà un migliaio circa di posti di lavoro (5.000 nell’indotto), utilizzando le strutture di Caab già esistenti senza utilizzo di nuovo cemento e con una sostenibilità del 100% (grazie all’impianto fotovoltaico del Caab da 16.000.000 Kwh, il più vasto su tetto esistente in Europa). Su 80.000 metri quadrati dovrebbero trovare spazio tutte le eccellenze delle filiere agro-alimentari italiane con negozi, laboratori, ristoranti, visite didattiche, divulgazione, eventi. F.i.Co, ha argomentato il sindaco di Bologna, Virginio Merola, sarà “un luogo unico nel panorama europeo: è una grande operazione dal punto di vista scientifico, economico, turistico. Una grande opera di nuova generazione mirata a un settore che rappresenta molto del futuro del nostro Paese – ha aggiunto – siamo molto soddisfatti di essere arrivati in pochi mesi a realizzare questo progetto che, nei prossimi mesi, prenderà avvio concretamente con le assicurazioni finanziarie. C’è già uno studio di fattibilità per portare a Fico il trasporto pubblico, o treno o un altro mezzo”.
Gli investitori di questa prima fase sono Carimonte holding (fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e la Fondazione cassa di risparmio di Modena); Banca Imi Cciaa di Bologna; Confartigianato Assimprese di Imola e del territorio Bolognese; Coop adriatica; Coop Reno; Emilbanca, Confcooperative, Poligrafici printing, Saca, Romagnoli spa, Cna, Coprobi, Fondo sviluppo, Ascom; Enpaia; Fondazione Carisbo; Giorgio Tabellini; Legacoop; Nute partecipazioni (Alberto Masotti); Oscar Farinetti; Sgr (Designanda); Unendo energia; Unindustria Bologna.

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