Falconeria in scena domenica 27 febbraio

Domenica 27 febbraio al Campo due Laghi di San Martino in Pedriolo , sulle alte colline tra Casalfiumanese e Castel san Pietro in provincia di Bologna , appuntamento con i falconieri in una giornata interamente dedicata a questa specialita’. La falconeria è una pratica venatoria che si basa sull’addestramento di falchi o altri uccelli rapaci. Oggi è considerata anche uno sport( con grande sviluppo in Europa e Nord America) , e a volte puo’ diventare un lavoro, come testimoniano alcune esperienze . Se infatti è nata come forma di caccia, i falchi vengono usati anche per allontanare uccelli, come i colombi, presenti in gran quantità nei pressi dei monumenti o per allontanare stormi di uccelli (come gli storni o le oche) negli aeroporti od ancora per mandare via i gabbiani dalle discariche. In questi ultimi vent’anni si è iniziato ad allevare anche rapaci notturni dando così la nascita ad un’altra disciplina chiamata Guferia che si orienta soprattutto sui rapaci notturni. Nei centri storici, ultimamente, proprio perché si ha bisogno di una presenza costante di uccelli che allontanino i piccioni si è deciso di liberare e riprodurre in cattività anche uccelli rapaci che predino questi ultimi.
L’ origine della falconeria e’ molto antica e viene fatta risalire agli Egizi, simile alla caccia con il felino. In Europa ebbe un momento di particolare fortuna nel Medio Evo ed ebbe il suo apice sotto il regno dell’imperatore Federico II, autore di un trattato dal titolo De arte venandi cum avibus (“sull’arte di cacciare con gli uccelli”) , che tratta approfonditamente i sistemi di allevamento, addestramento e impiego dei rapaci nella caccia.
La caccia con il falco in Italia è regolamentata dalla legge 157 dell’11 febbraio 1992 dove il falco è stato inserito tra i mezzi di caccia consentiti, quindi per cacciare con il falco occorre essere muniti di regolare licenza di caccia, mentre per il volo libero no. Attualmente in Italia esistono allevatori amatoriali e specializzati nell’allevamento e nella riproduzione in cattività di molti rapaci, sia notturni sia diurni. Ogni nascita di specie in allegato A della normativa cites va denunciata al Corpo forestale e ogni esemplare deve essere munito di anello identificativo inamovibile o di microchip. La funzione degli allevamenti è principalmente quella di riprodurre soggetti per l’attività venatoria o per la reintroduzione in natura e nei parchi. Chi dovesse rinvenire un rapace ferito o in difficoltà deve informare quanto prima il personale del Corpo forestale che provvederà immediatamente al recupero dell’animale e al trasporto presso un centro veterinario competente.
Per falconeria si intende dunque sia l’arte di addestrare i rapaci diurni alla caccia ed al volo libero sia le attività collaterali ad essa legate e cioè l’addestramento dei rapaci notturni ( “Guferia”) e la riproduzione in cattività dei rapaci notturni e diurni (rapacicoltura). Gli uccelli rapaci sono animali “difficili” rispetto ad un classico “animale domestico” : sono “semi domestici”perché vengono riprodotti in cattività ancora da pochissime generazioni e dunque non sono ancora stati selezionati dei ceppi propriamente domestici. Inoltre i rapaci hanno particolari esigenze di alimentazione, di clima, di spazi proprio perché non sono stati selezionati ancora dei ceppi domestici.
Il primo rapace: una volta che il neofita ha scelto qual’è la tipologia di falconeria più congeniale a se, ha fatto la necessaria esperienza di base con altri volatili, ha letto e studiato a sufficienza creandosi delle buone basi e, magari, ha anche trovato un supporto pratico da parte di un falconiere esperto, è pronto all’acquisto del primo rapace. In genere per tutte le tipologie di falconeria (ad esclusione della guferia e rapacicoltura) il miglior rapace con cui iniziare (“rapace scuola”) è sicuramente la Poiana di Harris (Parabuteo unicinctus): è un rapace robusto e intelligente, che impara subito gli esercizi ed è abbastanza resistente ad eventuali errori di gestione del falconiere neofita. Soprattutto nel caso si impari la falconeria da autodidatti, senza l’appoggio di un falconiere, sono completamente da evitare come primi rapaci: il gheppio comune ed americano (troppo piccoli), il pellegrino (troppo veloce e troppo “aereo”), l’Astore (troppo nervoso e incostante), lo Sparviere (troppo nervoso, incostante e molto piccolo), il Sacro, gli Ibridi ed il Lanario (troppo veloci, anche se non come il pellegrino). Se invece si è seguiti da un falconiere esperto si può iniziare anche con un Falco sacro o un Ibrido.
foto di Davide Bombini http://www.flickr.com/photos/anael_raziel/5369938934

2 Commenti in “Falconeria in scena domenica 27 febbraio”

  • caravita scritto il 27 febbraio 2011 pmdomenicaSundayEurope/Rome 18:10

    Sono amministratore di un condominio in centro citta di Ravenna gradirei disporre di nomunativi di falconieri per valutare l’opportunità di adottare i falchi come deterrente per i colombi grazie saluti

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