Falsi alimentari: l’agropirateria vale 60 mld

falsi prosciutti
La contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in Italy fa perdere all’Italia oltre 60 miliardi di euro di fatturato che potrebbero invece generare reddito e lavoro in un difficile momento di crisi. E’ quanto emerge da uno studio della Coldiretti presentato a Fieragricola dove sono stati anche presentati tutti gli ultimi casi più eclatanti di cibi italiani contraffatti scovati nei diversi continenti: dal Pandoro argentino al Salame veneto Made in Canada, dall’Asiago statunitense al Kressecco della Germania rievocante il prosecco, dal kit per falsificare il Parmigiano Reggiano a quello per taroccare il Valpolicella. C’è in atto un salto di qualità dell’agropirateria internazionale – denuncia Coldiretti – che è arrivata a colpire i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare nazionale “con danni economici e di immagine non più sostenibili per l’agricoltura italiana”. “E’ anche necessario – conclude Coldiretti – fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti alimentari, come previsto dalla legge approvata all’unanimità dal Parlamento italiano all’inizio della legislatura ma rimasta fino ad ora inapplicata”.

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