Falsi prodotti bio: i dettagli dell’operazione “Gatto con gli stivali”

Una fila di tir carichi di 7 milioni di quintali di prodotti alimentari con la falsa etichetta ‘biologico’ lunga oltre 500 km., la distanza tra Verona e Roma: é l’immagine della maxi frode alimentare messa in atto dal 2007 scoperta dalla Guardia di Finanza scaligera e che ha portato in questi anni tutta questa merce sul mercato e in carcere oggi sette persone per associazione per delinquere, frode e falso. Le fiamme gialle hanno messo le mani su un ‘meccanismo’ che ruotava attorno ad aziende a tutti gli effetti produttrici di prodotti biologici ma che, grazie alla compiacenza di funzionari e dipendenti di organismi deputati a certificare come biologica la produzione e la provenienza dei prodotti agricoli, non avevano remore a trasformare frumento, farine, frutta fresca e altro coltivati normalmente o destinati ad altro tipo di alimentazione in “autentico biologico”. Il tutto, con guadagni che quadruplicavano. L’operazione, denominata ‘Gatto con gli stivali’, coordinata dalla procura della Repubblica di Verona – Pm Maria Beatrice Zanotti e Maria Federica Ormanni – ha portato al sequestro materiale di 2.500 tonnellate di prodotti agro-alimentari, ma sulla carta è stato ricostruito un giro di immissione sui mercati in questi anni di 7 milioni di quintali, pari a un valore di oltre 220 milioni di euro. Il mercato del biologico in Italia, secondo una stima fornita dagli investigatori, ha un giro d’affari annuo di tre miliardi di euro e in Europa di 17 miliardi.
In carcere sono finiti: Luigi Marinucci, 63 anni, di Angiari (Verona), legale rappresentante della Sunny Land Spa e della Società Agricola Marinucci; Davide Scapini, 43, di Sona (Verona), socio al 49% e direttore commerciale della Sunny Land oltre che rappresentante di altre aziende; Angela Nazaria Siena, 39, di San Severo (Foggia), rappresentante della Bioecoitalia srl e di altre aziende nel settore agricolo-cereale; Andrea Grassi, 45, di Argenta (Ferrara), consulente e rappresentante di aziende agricole; Michele Grossi, 36, di Fano (Pesaro-Urbino), direttore regionale Marche dell’Organismo di Certificazione e controllo di suolo e salute. E poi, Stefano Spadini, 46, genovese, residente a Monte Cerignone (Pesaro-Urbino), consulente della Direzione Regionale Marche di Suolo e salute. Caterina Albiero, 47, di Salizzole (Verona), socio accomandatario della Bioagri sas e rappresentante legale de “La Spiga srl”. Altre sei persone risultano indagate a piede libero e perquisizioni sono state fatte in queste ore in case e aziende in provincia di Verona, Padova, Rovigo, Bergamo, Bologna, Macerata e Foggia. Complessivamente, le indagini hanno riguardato una quarantina di imprese, tutte operanti nel settore della produzione e commercializzazione di cereali e frutta fresca. in Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Lazio, Marche, Abruzzo, Puglia e Sardegna. Il meccanismo della frode, particolarmente complesso, prevedeva di fatto acquisti di merce in Italia e in Romania – qui grazie a una società creata ad hoc -, la ‘trasformazione’ attraverso falsa documentazione in prodotto “biologico” e la vendita dello stesso, con relativo valore moltiplicato dalla ‘specificita”, oltre che in Italia, in Olanda, Germania, Spagna, Francia, Belgio, Ungheria, Austria e Svizzera. Da accertare se all’estero c’erano ‘complici’. I falsi prodotti biologici alla fine sono finiti a grossisti dell’industria agro-alimentare, ma sul piano della salute non sono stati trovati motivi per ipotizzare il danno alimentare.
“Allo stato – rassicura il comandante provinciale della Guardia di Finanza, col. Bruno Biagi – non ci sono elementi per dire che questi prodotti sono dannosi per la salute. Non ci risulta esserci pericolo, sulla base dei dati che abbiamo a disposizione, per chi ha consumato questi prodotti”. Il comandante evidenzia comunque che nel quadro delle indagini sono state materialmente sequestrate 2.500 tonnellate di prodotti, mentre il resto dello smercio è stato ricostruito solo sulla carta, sulla base delle diverse documentazioni che accompagnano il ‘viaggio’ dei prodotti alimentari indicati come biologici dalla coltivazione alla distribuzione per il mercato. (ANSA).
foto tratta da www.gdf.gov.it

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