Falsi prodotti bio, maxi truffa in tutta Italia. 16 arresti

guardia-di-finanzaAvevano scoperto i “punti critici” nel meccanismo di certificazione dei prodotti biologici, riuscendo a sfruttarli con “l’inconsapevole contributo degli enti di certificazione” e allo stesso tempo con l’aiuto di alcuni funzionari infedeli. Si è trattato di un sistema studiato a tavolino quello della maxi truffa nel mercato biologico individuata dalla Guardia di finanza di Cagliari, che ha portato all’arresto di 16 persone in tutta Italia. Oltre centomila le tonnellate di prodotti non “biò commercializzati con fatture per operazioni inesistenti per un valore di oltre 135 milioni di euro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che hanno passato al setaccio centinaia di documenti, gli indagati avevano creato in varie regioni società e ditte fantasma specializzate nell’intermediazione di prodotti cerealicoli provenienti dall’agricoltura biologica. Al vertice ci sarebbe stata una ditta di Capoterra, nel cagliaritano, che nonostante un consistente giro d’affari non avrebbe avuto dipendenti e locali. Dall’azienda dell’isola sarebbero partite gran parte delle false certificazioni sui prodotti biologici e le fatture sulla falsa merce. Poi c’erano le altre aziende disseminate in tutta Italia. “Lo scopo – hanno spiegato le Fiamme Gialle – era quello di realizzare, attraverso la creazione di certificazioni e documenti fiscali falsi, ottenuti da una serie di vere e proprie scatole cinesi posizionate lungo tutta la filiera del biologico, un redditizio business illecito, piazzando sul mercato nazionale ed europeo a prezzi elevati prodotti in realtà non biologici”. I militari delle Fiamme gialle hanno accertato che la fatturazione irregolare sarebbe servita a coprire oltre 100mila tonnellate di falso prodotto biologico, soprattutto grano, mais, soia e girasole, commercializzato da sette società definite “cartiere” con una evasione all’iva di oltre cinque milioni di euro. Complessivamente sono 24 le persone indagate nella maxitruffa e 16 i provvedimenti restrittivi richiesti dal sostituto procuratore di Cagliari Paolo De Angeli, ed emessi dal Gip Giampaolo Casula. (ANSA)

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