Fao: il pianeta ha fame

“Non mi aspetto un aumento drammatico delle popolazioni vittime della fame, siamo già oggi a livelli drammatici, una persona su 7”. Il nuovo direttore generale della Fao (in carica dal primo gennaio 2012), José Graziano Da Silva promette maggiori aiuti ai paesi più deboli, Africa in testa, e indica quale priorità strategica assoluta “l’impegno per la totale eliminazione della fame e della denutrizione nel mondo”. Per questo, dice calcolando che ha tre anni e mezzo a disposizione, “non c’é tempo da perdere”. L’impatto della recessione economica non peserà tuttavia sulla quota di popolazioni colpite da carestie e deficit alimentari, perché la crisi è una malattia dei paesi ricchi. “Mi aspetto un minore impatto, la recessione – ha spiegato Da Silva nella prima conferenza stampa dal suo insediamento – colpisce principalmente i paesi industrializzati e non quelli in via di sviluppo. Inoltre in quest’ultimi i programmi di protezione sono oggi più sviluppati rispetto ad anni fa”. Non dovremmo difenderci da ulteriori boom dei prezzi del cibo, le materie prime non dovrebbero lievitare come negli ultimi anni anche se speculazione e volatilità sono sempre in agguato. Il dg della Fao stima un lieve calo nel breve periodo “I prezzi alimentari non dovrebbero crescere come negli ultimi due-tre anni, anche se – ha detto – non ci aspettiamo un calo vistoso come quello del 2009”. Tra i fattori scatenanti vi è secondo Da Silva, “l’instabilità politica ed economica, la volatilità dei tassi di cambio e la fluttuazione delle monete incidono sui prezzi delle commodity”. Inoltre, le coltivazioni di cereali vengono danneggiate da inondazioni e da siccità, questo scoraggia gli agricoltori alla produzione”. Bisogna quindi cambiare il sistema di produzione ma anche il modello di consumo: “oggi assistiamo a enormi sprechi nei diversi circuiti alimentari”. Un maggiore spazio ai prodotti locali, può essere una risposta. E i biocombustibili, “non saranno più la star del film dei prossimi anni” ha osservato. Il brasiliano Da Silva (ma con sangue calabrese) è l’ottavo direttore generale della Fao e subentra al senegalese Jacques Diouf. Il suo mandato durerà fino al luglio del 2015. E’ stato tra i responsabili dell’ideazione e della realizzazione del programma brasiliano ‘Fame Zero’, lanciato nel 2003. Tra il 2006 e il 2011 è stato vice direttore generale della Fao e Rappresentate regionale per l’America Latina e i Caraibi. Tra le priorità di Da Silva anche la decentralizzazione della Fao: “ridurre le inefficienze, snellire la burocrazia, risparmiare nella sede centrale per concentrare le risorse a chi lavora sul campo, a livello locale, nessuno infatti mangia a livello globale”.
“Aumenteremo le risorse aggiuntive verso i paesi che ne hanno più bisogno, come l’Africa”. Lo ha detto sempre Da Silva che ha poi aggiunto: “non distribuiremo in modo uguale tutte le risorse bensì in maniera disuguale, a favore dei più bisognosi”. “Non c’é tempo da perdere da qui alla fine del mio mandato” ha detto indicando tra le priorità, l’eliminazione totale della fame e della sottoalimentazione nel mondo. Nel corso della sua prima conferenza stampa Da Silva ha aggiunto di non aspettarsi una riduzione dei contributi da parte dei paesi, a causa della crisi. “Non ci sono tagli dai paesi ma certo avremo più lavoro da fare”. Da Silva punta a ridurre al minimo le inefficienze della Fao, snellire la burocrazia, “risparmiare nella sede centrale, la meno produttiva, per concentrare le risorse a chi lavora sul campo, a livello locale, sul territorio. Nessuno infatti mangia a livello globale” ha detto il nuovo dg dell’organizzazione mondiale dell’agricoltura e alimentazione. Progredire verso sistemi di produzione e di consumi alimentari più sostenibili; assicurare una maggiore equità nella gestione mondiale delle risorse alimentari; completare la riforma e la decentralizzazione della Fao; sviluppo della cooperazione Sud-Sud, figurano tra le altre priorità strategiche indicate da Da Silva. (ANSA).

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