Fao: sprechiamo oltre 1 miliardo di tonnellate di cibo all’anno


Circa un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano, grosso modo 1,3 miliardi di tonnellate, va perduto o sprecato. Lo afferma uno studio commissionato dalla Fao all’Istituto svedese per il cibo e la biotecnologia (Sik). Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo dissipano all’incirca la stessa quantita’ di cibo – indica lo studio – rispettivamente 670 e 630 milioni di tonnellate. Ma ogni anno i consumatori dei paesi ricchi sprecano quasi la stessa quantita’ di cibo (222 milioni di tonnellate) dell’intera produzione alimentare netta dell’Africa sub-sahariana (230 milioni di tonnellate). Frutta e verdura, insieme a radici e tuberi, sono gli alimenti che vengono sprecati maggiormente. L’ammontare di cibo che va perduto o sprecato ogni anno e’ equivalente a piu’ di meta’ dell’intera produzione annuale mondiale di cereali (2,3 miliardi di tonnellate nel 2009-2010).
Il rapporto, commissionato dalla Fao in occasione di ‘Save the food!’, congresso internazionale a Dusseldorf il 16 e 17 maggio, distingue tra perdite alimentari e spreco di cibo. Le perdite alimentari sono piu’ rilevanti nei paesi in via di sviluppo a causa delle infrastrutture carenti, della scarsa tecnologia e della mancanza di investimenti nei sistemi agro-alimentari. Lo spreco di cibo e’ invece piu’ un problema dei paesi industrializzati, assai spesso a livello di venditori e consumatori che gettano nella spazzatura cibo in perfette condizioni che si potrebbe benissimo mangiare. In Europa ed in Nord America lo spreco pro capite da parte del consumatore e’ calcolato intorno ai 95-115 kg all’anno, mentre in Africa sub-sahariana e nel sudest asiatico ammonta a soli 6-11 kg l’anno. La produzione alimentare totale pro capite destinata al consumo umano, indica ancora lo studio, e’ calcolata nei paesi ricchi intorno ai 900 kg l’anno, quasi il doppio dei 460 kg che vengono prodotti nei paesi piu’ poveri. Nei paesi in via di sviluppo il 40% delle perdite avviene nella fase del dopo raccolto e nella lavorazione, mentre nei paesi industrializzati piu’ del 40% delle perdite avviene a livello di rivenditore e di consumatore. Secondo il rapporto, che offre una serie di suggerimenti pratici su come ridurre gli sprechi, i paesi in via di sviluppo devono ”rafforzare la filiera agro-alimentare assistendo i piccoli contadini a collegarsi direttamente con gli acquirenti. Il settore pubblico e privato dovrebbero investire di piu’ nelle infrastrutture, nel trasporto, nella trasformazione e nell’imballaggio”. Nei paesi a medio e alto reddito invece le perdite alimentari derivano principalmente dal comportamento del consumatore ed anche dalla mancanza di comunicazione tra i diversi settori della catena alimentare. (ANSA).

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