Fao: stop alle speculazioni sul cibo. Romano, serve più trasparenza


La minaccia sempre attuale dei prezzi alimentari alti e volatili preoccupa la Fao: nella Giornata Mondiale dell’alimentazione celebrata presso la sede dell’Agenzia Onu è il direttore generale Jacques Diouf a ribadire i pericoli delle oscillazioni dei prezzi che nel 2008 riuscirono ad affamare altre 80 milioni di persone, per una cifra che oggi sfiora il miliardo. La sola strada per uscire da questa minaccia, secondo Diouf, è quella di ” una maggiore trasparenza sui mercati”. Con la l’accelerazione sui biocarburanti, lo scenario agricolo si è maggiormente legato a quello dei mercati energetici – nota ancora Diouf – e questo ha impattato negativamente sulle oscillazioni delle derrate alimentari, ma anche le speculazioni finanziarie hanno peggiorato il quadro. Per Diouf sono quindi fondamentali gli investimenti rivolti allo sviluppo della produttività agricola, soprattutto nelle aree rurali più povere, ma è anche necessario che i governi facciano la loro parte con risorse finanziarie adeguate. Difatti, secondo il direttore generale della Fao, la quota degli aiuti ufficiali per lo sviluppo agricolo deve tornare al 19%, come nel 1980, perché “L’attuale livello del 6% è assolutamente inadeguato”. Il ministro delle politiche agricole, Saverio Romano, intervenuto alla celebrazione alla Fao condita dai canti di artisti di fama internazionale e dalla nomina dell’attore Jeremy Irons ad ambasciatore di buona volontà della Fao, sottolinea come “Contro la fame, non vi sia un’unica soluzione che possa essere applicata con le stesse possibilità di successo in ogni paese”. Serve piuttosto “un mix di azioni politiche e programmatiche specificamente adattato alle condizioni locali”. Il ministro ricorda anche che i Paesi più ricchi e industrializzati “sono chiamati alla grande responsabilità di rimettere l’agricoltura e la sicurezza alimentare al centro dell’agenda politica internazionale”. Le organizzazioni agricole, come la Cia-Confederazione italiana agricoltori, invitano a fronteggiare l’emergenza fame con più regole sui mercati internazionali e sviluppo agricolo nei Paesi poveri: ma serve, ammonisce Coldiretti, anche una incisiva azione di lotta agli sprechi, difatti un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato, per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate. Secondo Copagri, occorre combattere “con regole comuni e ferree” la speculazione che produce la volatilità dei prezzi e conferire alla Fao un ruolo quantomeno consultivo, se non codecisionale, all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto). Scendono in campo con proposte anche le organizzazioni non governative. Oxfam chiede al Comitato per la sicurezza alimentare, riunito in questi giorni alla Fao nel tentativo di stabilire delle linee guida per strategie efficaci di contrasto alla fame, di ridurre la volatilità dei prezzi alimentari attraverso tre misure urgenti: l’abbandono delle politiche di sostegno ai bio-carburanti, la regolamentazione dei mercati delle materie prime per frenare le eccessive speculazioni e, infine, l’aumento delle riserve alimentari nei Paesi poveri.

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