Fare lo chef e’ pericoloso: i dati Inail

Concorrenti FICSe cuochi di ogni tipo e programmi di cucina invadono da tempo la tv , al di la dei format patinati che celebrano il cibo e la cultura del mangiar bene , il lavoro vero e’ duro, complicato, e spesso pericoloso. Secondo dati Inail, i cuochi rientrano tra le categorie di lavoratori più colpiti da incidenti, con circa 33.500 infortuni l’anno. Secondo il CFSL (Commissione Federale di Coordinamento per la Sicurezza sul Lavoro), il 35% degli infortuni avviene con strumenti da taglio, il 25% per scivolamento e inciampo, il 5% a causa di scottature e ustioni. Sempre secondo l’Inail, un infortunio su tre avviene nei ristoranti e le cause più frequenti sono scivolamenti, movimenti bruschi o uso improprio di utensili e attrezzature, pericolo dato dalla movimentazione manuale dei carichi, oltre al rischio da ustione, microclimatico e chimico. “Per lavorare in cucina è necessario un approccio tecnico, fisico e psichico – spiega lo Chef Alberto Colacchio del ristorante “Al 59″ di Roma – parliamo di un ambiente con un alto rischio di stress dovuto a vari fattori scatenanti: ad esempio, le tempistiche con cui un piatto deve essere preparato o il dover far fronte alla domanda del cliente e ad eventuali specifiche esigenze, inoltre, la cucina è un ambiente umido, si passa spesso da temperature elevate a molto basse, per non parlare dello stress fisico, 15 ore in piedi con postazioni non sempre adeguate”. La cucina è tra i luoghi più pericolosi, soprattutto per chi lavora in questo ambiente a ritmi frenetici: “Ciò accade per una ragione ben precisa – spiega Colacchio – non c’è sufficiente attenzione alla sicurezza; tuttavia in questo ambiente si può e si deve parlare di prevenzione anche se per esperienza non accade quasi mai. Più volte mi e capitato di intervenire su infortuni in cucina e per questo ho sentito la necessita di portare le mie competenze all’interno di una brigata che troppo spesso lavora in condizioni limite e in pericolo senza le adeguate informazioni. Come l’equipaggio è una squadra, così lo è ‘la brigata di cucina’, non a caso i termini tecnici utilizzati in cucina sono mutuati dall’esperienza militare. Gerarchia e regole sono dunque fondamentali anche questo ambiente. Purtroppo al momento in Italia non esistono corsi che insegnano la disciplina che in questo campo è essenziale per proteggere il lavoratore da rischi e infortuni sul lavoro”. (ansa)

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