Fattorie didattiche: in Veneto sono 243. Domenica “porte aperte”

bambini agriturismoOltre 3.100 visite didattiche, quasi 130.000 visitatori (una media di circa 540 presenze per azienda), un giro d’affari stimato in circa 1,2 milioni di euro all’anno proveniente per circa due terzi dalle visite didattiche scolastiche (con un giro di affari medio di 3.500 euro per azienda) e per il restante terzo da visite extra-scolastiche (iniziative culturali rivolte a gruppi, famiglie e anziani, centri estivi e settimane verdi, agri-nido) che permettono di realizzare un ricavo medio annuo di 11.900 euro per azienda. Sono questi i numeri più significativi dell’indagine che Veneto Agricoltura ha condotto nel corso dell’anno sulle Fattorie Didattiche del Veneto per meglio approfondire le conoscenze su questa particolare attività connessa, realizzabile dalle aziende agricole.
La fotografia del settore. Sono 243 le fattorie didattiche riconosciute dalla Regione Veneto nell’ultimo elenco 2013, un numero in crescita di dieci aziende (+4%), dopo che negli ultimi quattro anni erano cresciute di sole cinque unità. Sono distribuite principalmente nella provincia di Vicenza (65 fattorie, 27% del totale regionale), che registra una crescita del 6,5%, seguita da Padova (41 fattorie, 17%), la provincia dove sono aumentate in maniera più consistente (+17% rispetto al 2011), Venezia (39 fattorie, 16%) l’unica provincia che fa segnare un calo delle fattorie attive (-9%) e Treviso (37 fattorie, 15%).
Le fattorie didattiche sono in media di dimensioni maggiori rispetto alle aziende agricole nel complesso. Sono condotte da imprenditori di età più bassa e con titolo di studio più elevato. Oltre il 50% di esse integra l’attività didattica con quella di agriturismo o con la vendita diretta, per cogliere appieno le sinergie derivanti dalla creazione di un numero rilevante di relazioni con possibili clienti.
Il 75% delle fattorie giudica in maniera positiva la propria esperienza (il 23% addirittura molto positiva), ma ci sono anche degli aspetti critici: il settore infatti ha raggiunto un livello di saturazione, confermato dall’esiguo numero di nuove fattorie didattiche degli ultimi anni rispetto al periodo 2003-2008, e presenta un elevata concentrazione, dove il 20% delle aziende realizza oltre l’80% delle presenze.
La stabilità (dichiarata dal 41% delle aziende) se non addirittura la diminuzione delle visite scolastiche (35% dei casi raccolti) si somma alle difficoltà legate agli aspetti fiscali, agli investimenti richiesti, alle difficoltà organizzative e gestionali, alle spese promozionali e del personale e agli oneri per il rispetto dei requisiti e gli adempimenti amministrativi.
Prospettive. Diventa fondamentale fare rete tra le fattorie didattiche e tra queste e i principali stakeholder (scuole e insegnanti, operatori e formatori professionali, agenzie di promozione) e soprattutto dare un’offerta altamente professionale e di qualità.
I casi di successo, infatti, si caratterizzano per un mix di capacità imprenditoriali, caratteristiche dell’ambiente interno ed esterno (ad esempio vicinanza a grossi centri urbani, presenza nelle vicinanze o all’interno dell’azienda di certe caratteristiche e attrattive naturali) e dell’offerta didattica, che deve essere ampia e originale, progettata e curata nel dettaglio, presentata e promossa in maniera spinta presso le scuole e infine realizzata con grande cura all’organizzazione della visita, all’accoglienza, al clima, alla sicurezza dei luoghi.
Infine, per un maggior successo dell’attività didattica, diventa sempre più necessario diversificare i servizi offerti, quali le attività di agri-nido, i centri estivi, iniziative culturali e visite didattiche extra-scolastiche rivolte ad un target più ampio di clientela. L’analisi ha riguardato i dati raccolti con il Censimento dell’Agricoltura 2010 dall’Istat, quindi sono stati sistematizzati ed elaborati i dati disponibili nella Guida alle Fattorie Didattiche presente nel sito regionale (aggiornata al 2010), e infine è stata effettuato una rilevazione diretta presso le fattorie didattiche, raccogliendo oltre 130 questionari (su 233 aziende attiva nel 2012), un campione del 58% dell’universo di riferimento e quindi altamente rappresentativo della realtà regionale e realizzando una decina di interviste dirette ai “best-case”, i casi di maggior successo a livello regionale.
Dalla prossima settimana, sul sito internet www.venetoagricoltura.org è disponibile il Report completo.

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