Febbraio : tutto quel che c’e’ da sapere sul mese che chiude l’inverno

febbraioFebbraio è il secondo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano ed è l’unico che conta 28 giorni (29 negli anni bisestili). E’ il terzo ed ultimo mese dell’inverno nell’emisfero boreale, dell’estate nell’emisfero australe. Astrologicamente febbraio incomincia con il sole nell’Acquario e termina con il sole nei Pesci, mentre astronomicamente incomincia con il Capricorno e termina con l’Acquario.
Il nome del mese deriva dal latino februare, che significa “purificare” o “un rimedio agli errori” dato che nel calendario romano febbraio era il periodo dei rituali di purificazione, tenuti in onore del dio etrusco Februus e della Dea romana Febris, i quali avevano il loro clou il giorno 14. Tale ricorrenza pagana sembrerebbe poi essere confluita nel culto cristiano tributato in onore a Santa Febronia, poi soppiantata da San Valentino e trasferita al 25 giugno. Assieme a gennaio è stato l’ultimo mese aggiunto al calendario, poiché i romani consideravano l’inverno un periodo senza mesi. Secondo i miti, fu Numa Pompilio, nel 700 a.C., a inserirli entrambi per potere adattare al calendario l’anno solare: il febbraio originale conteneva 29 giorni (30 in un bisestile). Augusto avrebbe rimosso in seguito un giorno di febbraio per aggiungerlo al mese in suo nome, agosto, (rinominato da Sestilio), in modo che il mese dedicato a Giulio Cesare, luglio, non fosse più lungo. Questo fatto, provato da poche fonti non certissime, è contestato da molti storici che reputano più probabile un febbraio da sempre di 28 giorni.
Nominalmente febbraio era l’ultimo mese dell’anno romano, che iniziava a marzo. Poiché i calcoli calendariali antichi erano imprecisi, alcune volte i sacerdoti romani inserirono un mese di inframezzo, Mercedonius, dopo febbraio, per riallineare le stagioni.
Nomi storici di febbraio sono l’anglosassone Solmoneth (“mese del fango”) e Kale-monath così come il corrispettivo carolingio Hornung. Nel vecchio calendario giapponese, il mese è chiamato Kisaragi che letteralmente significa “il mese del cambio di vesti”. Altro nome nipponico è Mumetsuki , letteralmente “il mese in cui si vedono i fiori di prugno” o Konometsuki , “il mese nel quale gli alberi prendono nuova vita”). In finlandese, il mese è chiamato helmikuu, “mese della perla”.
Febbraio è conosciuto come Black History Month (“Mese della storia nera”) negli USA e Canada.
Ma le curiosita’ non finiscono qui : intanto Febbraio inizia lo stesso giorno di marzo e novembre nell’anno normale, e di agosto nell’anno bisestile.Febbraio nell’emisfero boreale è l’equivalente stagionale di agosto in quello australe e viceversa.
La pietra del mese è l’ametista mentre il fiore è la violetta o la primula.
In alcuni casi è esistito anche un 30 febbraio: è stato introdotto in Svezia nel 1712 e in Unione Sovietica nel 1930 e 1931. Secondo il De Anni Ratione di Giovanni Sacrobosco (1235) è stato in uso anche a Roma per alcuni anni a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C.
Il giorno della settimana che di anno in anno corrisponde al 28 febbraio, o al 29 se l’anno è bisestile, è lo stesso che corrisponde al 4/4, 6/6, 8/8, 10/10 e 12/12 e per i mesi dispari al 9/5, 5/9, 11/7 e 7/11. Per esempio, visto che il 28 febbraio 2010 era una domenica, sono stati delle domeniche anche il 4 aprile, il 9 maggio, il 6 giugno, l’11 luglio, l’8 agosto, il 5 settembre, il 10 ottobre, il 7 novembre e il 12 dicembre di quello stesso anno.
In genere febbraio e’ il mese di Carnevale, anche se quest’anno l’ultimo di carnevale, il martedi’ grasso, cade il 4 marzo.
C’e’ un sito web molto interessante , gestito dagli amanti e studiosi delle tradizioni rurali iorgio Rinaldi e Sara Prati che si chiama Folclore Contadino , che di mese in mese aggiorna credenze e tradiizoni, e cosi’ scrive: “Anticamente era il mese dedicato alle purificazioni che dovevano precedere marzo, poiché quest’ultimo, allora primo mese dell’anno, segnava l’inizio della bella stagione e la ripresa dell’attività agricola. Febbraio è un mese di passaggio fra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera e tutto questo veniva sempre osservato e trasmesso dai proverbi dialettali di una volta. Esso presentava ancora giornate molto fredde e nevose e il calendario annoverava ancora un santo della neve come S. Biagio. Si osservava poi con attenzione il tempo meteorologico della giornata della Candelora, sperando che fosse brutto, per non avere un altro mese di tempo invernale, infatti si diceva: Pár l’Inzariôla sia ch-a nêva o ch-a piôva, da l’invêren a sèin fôra, ma sa i è un suladéin a n’avèin ancára par un msaréin, per le Ceneri, sia che nevichi o che piova, dall’inverno siamo fuori, ma se c’è un po’ di sole ne avremo ancora per un mesetto. Le giornate di primavera erano comunque ancora lontane, ci si consolava allora con le feste come quella del carnevale, molto amata dai giovani per le feste da ballo e soprattutto dai bambini per i giochi in compagnia e per i dolci. A metà febbraio comunque, in tanti anni, fioriva il biancospino e questo era un annuncio della bella stagione in arrivo, mentre la festa di S. Valentino, il santo degli innamorati, faceva battere i cuori ai giovanotti e alle fanciulle, si diceva infatti: “A San Valintèin a se stréca i filarèin”, perché spesso in quell’occasione i corteggiamenti si trasformavano in fidanzamenti con promessa di matrimonio. Anticamente si credeva che, in questo mese, le divinità sotterranee dessero vita a semi e radici mediante calore e respiro, così li preparavano ad uscire, a rinascere col nuovo anno, che allora iniziava in primavera. Per questo alcuni proverbi dei nostri contadini rievocavano ancora quelle antichissime credenze pagane:
In fervēr la tēra l’è in calôr, in febbraio la terra è in calore;
corrispondente al romagnolo:
Fevrêr la tëra in caldêr.
Par Sant’Èghta la tēra l’arfiêda, per Sant’Agata (5 febbraio) la terra rifiata; cioè tutto il mondo sotterraneo comincia ad accendersi, a riprender vita. Poco dopo, per Santa Apollonia (9 febbr.), lo stesso concetto veniva così espresso nel piacentino:
Par Santa Pológna la tèra la rangógna, per S.ta Apollonia la terra brontola
http://www.folclorecontadino.it

la foto e’ tratta da http://www.flickr.com/photos/asteriaborgoarmonico

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