Fedagri Confcooperative ER: addetti stabili, fatturato in aumento. Carlo Piccinini nuovo presidente

FOTO ASSEMBLEA FEDAGRINonostante la difficile congiuntura economica che negli ultimi anni ha colpito tutti i principali settori produttivi, le cooperative agricole ed agroalimentari aderenti a Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna mostrano un buon andamento, con un fatturato che nel 2013 ha sfiorato gli 8,9 miliardi di euro, in aumento del 3,1% sull’anno precedente e del 9,1% rispetto al 2009, primo anno della crisi. Contemporaneamente, si è registrata una tenuta dei livelli occupazionali che con circa 17.750 addetti sono risultati in linea con i 17.800 del 2009.
“A fronte della sostanziale solidità delle imprese cooperative – ha affermato Giovanni Bettini, presidente uscente di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna in occasione dell’Assemblea regionale della Federazione – non bisogna però dimenticare le difficoltà incontrate dalle aziende agricole, anche socie di cooperative, a causa delle notevoli fluttuazioni, degli aumenti dei costi dei fattori produttivi nonché dell’altissima volatilità dei prezzi delle materie prime sui mercati internazionali che spesso non consentono nemmeno di coprire i costi di produzione”.
“A questo proposito – ha proseguito Bettini – Fedagri vuole continuare a svolgere un ruolo di primaria importanza nella realtà produttiva emiliano-romagnola accompagnando le cooperative nella definizione di politiche e linee strategiche condivise con i soci in grado di garantire una prospettiva di sviluppo e una presenza efficace nei vari mercati. Se il mercato nazionale rappresenta lo sbocco commerciale più importante per le produzioni cooperative, adeguata attenzione va dedicata anche ai mercati esteri. Le cooperative emiliano-romagnole manifestano una discreta propensione all’export che però presenta ampi margini di miglioramento. Per quanto riguarda Fedagri/Confcooperative regionale, le cooperative che esportano sono 61, pari a circa il 13% del totale e rappresentano ben il 50% dell’intero fatturato sviluppato dalla Federazione. Nel 2013 il valore del prodotto esportato ha sfiorato i 600 milioni di euro per la maggior parte ottenuti all’interno dell’Unione Europea (508 milioni) e per la quota rimanente sul mercato extra europeo (85 milioni).
Chiamata a rinnovare i propri organi per i prossimi quattro anni, l’Assemblea di Fedagri Emilia Romagna ha eletto Carlo Piccinini alla presidenza; vice presidente della Cantina di Carpi-Sorbara (Mo), Piccinini subentra a Giovanni Bettini che ha guidato la Federazione dal 2004.
Ringraziando l’Assemblea per l’importante incarico assegnatogli, Piccinini ha sottolineato che negli ultimi cinque anni le cooperative hanno saputo resistere alla crisi meglio di altre realtà imprenditoriali, ma le aziende agricole hanno incontrato crescenti difficoltà nell’ottenere un reddito equo. Secondo il neo presidente di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna per superare questo problema occorre spingere l’acceleratore sull’integrazione tra cooperative e compiere scelte in grado di garantire un futuro alle filiere produttive più strategiche. “Parallelamente – ha concluso Carlo Piccinini – è indispensabile ridurre gli oneri burocratici che gravano sulle imprese e a questo riguardo ci attendiamo molto dall’impegno assunto dalla Regione in merito all’attuazione del Piano di Sviluppo Rurale 2014/2020”.
L’Assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, ha infatti affermato che è stato avviato un percorso finalizzato a semplificare la burocrazia: le tappe più importanti di questo cammino sono il superamento della richiesta periodica delle informazioni riguardanti le aziende agricole già contenute nella banca dati della Regione, la messa a punto di un registro regionale unico dei controlli, la predisposizione di un tariffario regionale per quanto riguarda investimenti, acquisto di macchine e attrezzature, la dilazione della documentazione da allegare alla domanda per ottenere i contributi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale. “Piano – ha aggiunto Rabboni – che potrà contare su maggiori risorse regionali pari a 29 milioni di euro all’anno per i prossimi sette anni, in netto aumento rispetto ai 15 milioni annui previsti nel precedente PSR 2007/2013”.
Queste risorse potranno consentire di realizzare importanti investimenti per aumentare la competitività delle imprese come ha ricordato anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. Passando dallo scenario regionale a quello comunitario, De Castro ha poi sottolineato che “la nuova Politica Agricola Comune prevede una maggiore flessibilità ed una maggiore responsabilità per i singoli Stati Membri”. “Per poter garantire il miglior utilizzo degli aiuti economici, che per il Primo Pilastro subiranno una diminuzione, e assicurare un futuro ai prodotti più tipici del nostro Paese – ha concluso De Castro – è necessario fare scelte lungimiranti, capaci di premiare la concentrazione e l’aggregazione. Un ambito in cui la cooperazione ha saputo svolgere un’azione decisamente”.
Questo tema è stato ripreso da Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative, che ha sottolineato come la cooperazione costituisca lo strumento privilegiato per aggregare l’offerta permettendo alle aziende agricole di collocare i loro prodotti sui mercati nazionali ed internazionali. “Risultati importanti – ha aggiunto Gardini – possibili grazie ad un modello di rappresentanza a servizio delle imprese e teso a promuovere posizioni unitarie tra i diversi attori della filiera. Una scelta che va nella direzione opposta rispetto a quella seguita da altre realtà che sembrano preferire la divisione riproponendo ricette anacronistiche bocciate dalla storia”.
L’esigenza di adottare politiche nuove e seguire percorsi innovativi per poter traghettare l’agricoltura italiana nel futuro e garantire ai produttori soci un reddito sicuro è stata ricordata da Giorgio Mercuri, presidente nazionale di Fedagri/Confcooperative. “Le scelte compiute negli ultimi anni con la nascita dell’Alleanza delle Cooperative Italiane da un lato e di Agrinsieme dall’altro – ha concluso Mercuri – vanno proprio in questa direzione e consentono una maggiore autorevolezza nei confronti degli interlocutori politici ed istituzionali”.
Tra i temi affrontati nel corso dell’Assemblea di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna anche quello della legalità; a questo proposito, è intervenuto Vincenzo Linarello, presidente Consorzio GOEL, che ha presentato l’esperienza di questo gruppo cooperativo costituito nel 2003 per cambiare la Locride e la Calabria attraverso azioni concrete in grado di affermare principi come etica, libertà, democrazia, sussidiarietà, giustizia sociale ed economica, rispetto dei diritti delle persone e fasce sociali più deboli e marginali, del bene comune delle comunità locali e dei territori.

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