Fedagri: in Emilia Romagna vendemmia scarsa e con molte differenze

Sfiora i 4,5 milioni di quintali (-12,8% rispetto all’anno scorso) la produzione 2011 di uva dei 19.000 soci del comparto vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna (oltre 1.200 addetti per un volume d’affari vicino ai 600 milioni di euro), raggruppati in 31 cantine sociali che rappresentano più del 55% dell’intero raccolto regionale. È quanto dichiara Giovanni Bettini, presidente di Fedagri Emilia Romagna, che sottolinea poi le differenze, anche sensibili, tra le diverse province della regione: la contrazione produttiva, infatti, oscilla dal 4,5% di Piacenza fino al 44,3% di Rimini.
“La provincia in cui si registra la diminuzione più consistente – afferma il responsabile regionale del Settore Vitivinicolo della Federazione, Ivo Guerra – è appunto Rimini, interessata da un importante processo di ristrutturazione produttiva. In netto calo (-18,3%) la produzione anche in provincia di Bologna, dove il conferimento ha raggiunto i 290.500 quintali; leggermente più contenuta la contrazione in provincia di Forlì-Cesena, dove la produzione ha superato i 495.000 quintali (-15,5% sul 2010); a Modena, dove l’uva trasformata si è attestata a 690.000 quintali (-14,1%); a Ravenna, dove i conferimenti hanno superato quota 1.700.000 quintali (-11,5%); a Reggio Emilia, dove la produzione di uva trasformata dalle cantine sociali di Fedagri ha sfiorato 1.100.000 quintali (-11%). La contrazione più bassa si è registrata in provincia di Piacenza, dove sono stati conferiti poco più di 153.000 quintali di uva (-4,5% rispetto all’anno scorso)”.
“Alla luce del favorevole andamento climatico registrato nei mesi di agosto e settembre, caratterizzato da alte temperature ed assenza di precipitazioni piovose, e del costante miglioramento delle tecniche di coltivazione degli associati – sottolinea Guerra – l’uva conferita alle cantine sociali di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna presenta un elevato livello qualitativo ed un buon tasso alcoolico, superiore di un grado rispetto al 2010. Queste caratteristiche, unite alla scarsità dell’offerta, influenzeranno l’andamento dei prezzi che stanno già mostrando una tendenza all’aumento. A tale proposito, è necessario allertare le autorità pubbliche di controllo in quanto le quotazioni elevate possono indurre gli operatori scorretti a ricorrere alla sofisticazione con la prospettiva di ottenere un buon guadagno”. “L’ormai prossima campagna di commercializzazione – dichiara Ivo Guerra – si apre all’insegna del cauto ottimismo anche in considerazione del fatto che le cantine sociali di Fedagri/Confcooperative Emilia hanno già venduto tutte le giacenze della produzione di vino 2010/11. E quindi, dopo le numerose delusioni registrate negli ultimi mesi in tutti gli altri settori agricoli, il comparto vitivinicolo potrà con tutta probabilità garantire ai produttori una buona soddisfazione e una giusta remunerazione economica, confermandosi ancora una volta un importante punto di riferimento per le aziende produttrici anche nei momenti di crisi”.
“Per quanto riguarda le diverse tipologie di prodotto – conclude il responsabile del Settore Vitivinicolo di Fedagri regionale – sta proseguendo il buon andamento del vino imbottigliato, in particolare negli Stati Uniti e nei mercati dell’Europa dell’Est. Per il prodotto sfuso continua il trend positivo sul mercato italiano, mentre il mercato estero, che rappresenta uno sbocco tradizionalmente importante per la produzione nostrana, pur manifestando un buon interesse, mostra un atteggiamento più cauto alla luce dell’elevato grado alcoolico che caratterizza l’uva italiana quest’anno”.

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