Fedagri: urge ritorno a legalita’ sulle quote latte

“In un momento in cui agli Italiani viene chiesto ogni genere di sacrificio crediamo che le multe sulle quote latte debbano essere riscosse”.
Ha scelto la platea del Consorzio Provinciale Zootecnico Lattiero-Caseario di Vicenza, il presidente nazionale del settore Latte di Confcooperative-Fedagri, Tommaso Mario Abrate, per lanciare il suo richiamo alla legalita’ in fatto di quote latte.
Abrate, che da responsabile del Settore Latte della cooperazione italiana, rappresenta piu’ del 60% di tutta la produzione nazionale, ha scelto Vicenza perche’ e’ la prima provincia lattiera italiana dopo quelle lombarde ed emiliane, all’ottavo posto a livello nazionale. Vicenza ha fatto anche da apripista per tutte le altre province sul fronte dei crediti IVA vantati dalle cooperative: “Le nostre cooperative risultano sempre in credito, perche’ paghiamo l’imposta in campagna al 10%, mentre i prodotti vengono ceduti con l’aliquota del 4%”.
Questo determina che alcune grandi realta’ cooperative, come Latterie Vicentine, fiore all’occhiello dell’industria di trasformazione del latte del Nordest ed una delle piu’ efficienti in Italia, si trovino in difficolta’ finanziaria poiche’ lo Stato ha accumulato grossi ritardi nel rimborso dell’imposta sul valore aggiunto. Tanto che il presidente di Latterie Vicentine, Gianni Pinton, ha dovuto fare il diavolo a quattro, chiamando a raccolta una manciata di parlamentari, per il recupero dei crediti, pari a oltre 8 milioni di euro. Dopo mesi di battaglia, grazie anche al coinvolgimento di un altro pezzo da novanta come la Coldiretti, finalmente le restituzioni si sono sbloccate ed a Latterie Vicentine sono stati rimborsati dal fisco quasi 5 milioni di euro in due tranche.
“Su questo fronte Vicenza si e’ comportata in modo esemplare”, si e’ complimentato Abrate. “Oggi chiediamo al governo”, ha aggiunto, “un intervento urgente perche’ il credito IVA possa essere compensato con le altre imposte a debito, anche oltre la soglia, attualmente invalicabile, dei 516mila euro all’anno”. Una cifra che le cooperative italiane piu’ grandi “macinano” in un paio di mesi, anche se le loro dimensioni sono comunque minuscole rispetto alle analoghe entita’ europee e di altri grandi paesi lattieri. Il Consorzio Provinciale Zootecnico Lattiero-Caseario di Vicenza, costituito dalle 18 latterie cooperative della provincia e da circa 260 aziende agricole che conferiscono il latte a caseifici privati, rappresenta circa 1.100 aziende primarie del territorio. Il ruolo di Vicenza nel panorama lattiero italiano e’ significativo e gran parte del latte, di alta qualita’, viene utilizzato per produzioni di pregio, come il formaggio Asiago, il Grana Padano ed il Provolone Valpadana, tutte specialita’ a Denominazione di Origine Protetta.
L’aria che si respirava durante la riunione era di disillusione. Il timore e’ quello che l’euforia del mercato lattiero-caseario del 2011 sara’ l’ultima per tutti gli anni a venire. Nel 2015 infatti il regime delle quote latte cessera’ definitivamente ed il prevedibile boom di produzione Ue, Italia compresa, portera’ inevitabilmente a una caduta della remunerazione, a cui non corrispondera’ una diminuzione dei costi, per energia, manodopera e materie prime, che continuano ad aumentare. Per questo, insieme all’incertezza, si avvertiva bene la determinazione degli allevatori di fare quadrato, a difesa delle proprie attivita’ produttive, e di usare bene quel nuovo strumento che potra’ forse garantire un futuro alla zootecnia italiana, ossia la programmazione delle produzioni casearie DOP. Ne e’ convinto Giancarlo Biscotto, direttore del Consorzio: “Se saremo capaci di produrre formaggi pregiati in modo adeguato rispetto alla domanda, ci potranno essere prezzi dignitosi e futuro per il settore, altrimenti, se ci sara’ un appiattimento su produzioni standard, penso che la produzione lattiera, non solo a Vicenza, ma in tutt’Italia, avra’ degli scossoni importanti”.(AGI)

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