Federalimentare, su embargo Russia Ue penalizza nostre Dop

affettati”La chiusura della Commissione Europea verso ogni possibile alleggerimento dell’embargo russo è inaccettabile e penalizza i prodotti Dop ed Igp italiani”. È la posizione del presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia, rilasciata a margine della presentazione del bilancio 2014 e delle prospettive 2015 dell’industria agroalimentare italiana. In particolare “è inaccettabile – per Scordamaglia – che dopo aver condotto in modo altalenante i negoziati tecnici che hanno già creato problemi all’esportazione di eccellenze di qualità agroalimentari italiane verso la Russia, la Commissione Ue interferisca anche sul perimetro dei prodotti potenzialmente liberalizzabili. Precludendo alla creazione di tavoli bilaterali viene bloccata sul nascere ogni speranza di riapertura verso i prodotti agroalimentari italiani che oggi non possono andare in Russia”. “Come primo passo – continua Scordamaglia – sarebbe necessario discutere di riaperture limitate ai Paesi, come l’Italia, in grado di offrire le maggiori garanzie di sicurezza e prodotti alimentari di migliore qualità. Pretendere che vengano riaperte le porte agli scambi tra Ue e Russia in nome di un ventilato “o tutti o nessuno” è quantomeno incoerente, dato che la stessa Commissione ha plaudito all’apertura della sola carne bovina irlandese verso gli Usa, tagliando fuori tutti gli altri Paesi membri. Chiediamo perciò – conclude Scordamaglia – che adesso sia il nostro Governo a gestire il problema, con negoziati bilaterali, soprattutto tecnici, che integrino almeno temporaneamente l’attività della Commissione”. Nel 2014, ricorda Federalimentare, gli effetti dell’embargo e l’arretramento del Pil hanno ridimensionato il peso delle esportazioni di prodotti alimentari italiani in Russia. Il +3,9% del 2014 rappresenta una brusca frenata rispetto al +24,4% del 2013 e anticipa una decelerazione più marcata nel lungo periodo. I comparti specifici dell’industria alimentare colpiti dal boicottaggio (dalle carni bovine e suine, al latte e all’ittico), coinvolgono una cifra complessiva di quasi 165 milioni di euro, che incide per il 30% sul totale dell’export di settore in Russia.(ANSA).

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