Federcoopesca, pesce azzurro a rischio da 2015 con nuova proposta Ue

FavignanaDal 2015 è a rischio la pesca del pesce azzurro con le reti derivanti, sistema artigianale utilizzato sopratutto al Sud per la cattura di acciughe, sardine, sugheri, sgombro e ricciole. E’ l’allarme lanciato dalla Federcoopesca-Confcooperative, in merito alla proposta della Commissione europea per la definitiva messa al bando di tutte le reti derivanti, non solo le spadare, già vietate da anni per la cattura di pesce spada e tonno. All’indice verrebbero messi attrezzi come le menaide, la sgomberara, l’alacciara, la bisantonara, l’occhiatara, la palamitara, la bisara e la bogara, tutti attrezzi altamente selettivi che non hanno effetto sulle specie protette e sui grandi pelagici. ”Una scelta scriteriata che, se dovesse essere ratificata, decreterà la fine di sistemi di pesca con un importante valore sociale in molte marinerie del meridione – sottolineano Nunzio Stoppiello e Angelo Mancuso, vicepresidenti dell’associazione – è assurdo che per colpire un uso fraudolento di queste reti, si vada a penalizzare proprio sistemi che per la pesca dei piccoli pelagici fanno del basso impatto ambientale, il loro punto di forza”. Secondo i due vice presidenti, ”da una parte l’Ue sostiene di voler promuovere la piccola pesca e poi presenta provvedimenti come questo, un paradosso, come se per contrastare il fenomeno delle rapine si chiudessero le gioiellerie”. (ANSA)

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