Federvini: il Governo ci difenda da procedure dazi cinesi

botte“Il comparto vitivinicolo italiano non può essere ostaggio delle autorità cinesi nel confronto apertosi a seguito dei dazi che la Ue intende applicare all’importazione di pannelli fotovoltaici prodotti in Cina. E’ soprattutto importante che non parta la fase di registrazione e selezione delle imprese da indagare”. Lo afferma Lamberto Vallarino Gancia, presidente Federvini, nel chiedere al governo, assieme ad altre sette grandi realtà del settore vinicolo nazionale (Agci Agrital, Cia-Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Confcooperative, Federdoc, Legacoop agroalimentare e Unione Italiana Vini) “un maggiore impegno sulla vicenda legata all’indagine anti-dumping e anti sussidi sull’importazione dei vini europei in Cina”. Federvini auspica che entro i primi di agosto “si raggiunga una soluzione del problema con le autorità cinesi, onde evitare che sia compiuta la selezione delle aziende campione da inserire nella lista di realtà esportatrici che dovranno partecipare alla procedura cinese”. “Si tratta di un iter molto complesso e costoso – sottolinea Ottavio Cagiano de Azevedo, direttore generale Federvini – sia dal punto di vista economico, cui le singole società selezionate non potranno far fronte singolarmente, sia in termini di dati sensibili che, qualunque sia l’esito del confronto in essere, appartengono alle aziende e resteranno invece in mano alle autorità cinesi”. (ANSA)

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