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	<title>Con i piedi per terra</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>La crisi aguzza ingegno, da prime banane italiane a &#8216;Agridetersivo&#8217;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:37:38 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/thumb250-700_dettaglio2_le-prime-banane-italiane.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/thumb250-700_dettaglio2_le-prime-banane-italiane.jpg" alt="" title="thumb250-700_dettaglio2_le-prime-banane-italiane" width="250" height="187" class="alignleft size-full wp-image-46779" /></a>Da chi si e&#8217; messo a coltivare spezie da vendere alla comunita&#8217; di immigrati cinesi in citta&#8217; a chi ha realizzato in Italia la prima coltivazione di banane, ora possibile con il surriscaldamento del Paese, dall&#8217;&#8221;agridetersivo&#8221; per non inquinare alla mozzarella di capra contro le intolleranze sempre piu&#8217; diffuse tra i piu&#8217; piccoli, fino a chi coltiva la manna (un dolcificante naturale) senza aspettare che cada dal cielo. Sono queste alcune novita&#8217; presentate nell&#8217; &#8220;Open space della creativita&#8217; contadina&#8221; all&#8217;Assemblea dei giovani della Coldiretti, con le esperienze curiose e innovative realizzate da giovani agricoltori che hanno trasformato in idee imprenditoriali le paure degli italiani per i cambiamenti climatici, l&#8217;immigrazione, la salute e l&#8217;ambiente. &#8220;L&#8217;importanza dei giovani per l&#8217;economia e&#8217; ben evidente in agricoltura, la quale consente di realizzare qualche cosa di veramente concreto e di esprimere tanta creativita&#8217;, indispensabile per superare il difficile momento di crisi&#8221;, ha affermato il delegato nazionale della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel sottolineare che a dimostrarlo e&#8217; il fatto che ben il 25 per cento delle 61mila imprese agricole e&#8217; impegnato ad innovare la propria impresa agricola nei prossimi tre anni. E cosi&#8217;, se in Sicilia il clima ormai tropicale preoccupa quasi tutti per la imminente siccita&#8217;, c&#8217;e&#8217; chi lo sfrutta a proprio favore e comincia a coltivare banane. A Palermo &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; questo frutto tipicamente tropicale trova davvero un clima adatto per crescere in maestosi caschi. Nella sua azienda, infatti, grazie al microclima e alla posizione soleggiata, Letizia Marceno&#8217;, che ha sempre voluto puntare sulla diversificazione aziendale, riesce a produrre le prime banane nostrane. Per ora &#8211; afferma la Coldiretti &#8211; si tratta di una produzione limitata, ma che diventa ogni anno sempre piu&#8217; interessante anche per l&#8217;ottima qualita&#8217; del frutto. Non mancano le iniziative per conquistare i tre milioni di immigrati presenti in Italia. Particolarmente innovativo e&#8217; il successo registrato nell&#8217;impenetrabile comunita&#8217; cinese in Piemonte, a Carmagnola, da un&#8217;azienda che si e&#8217; specializzata in coltivazioni, rigorosamente Made in Italy, di prodotti tipicamente cinesi destinati al consumo fresco e ai ristoranti cinesi della zona. Tra le tante produzioni &#8211; continua la Coldiretti &#8211; le piu&#8217; richieste sono il cavolo pakcioi, la tiangua (particolare zucchina tonda) e la jiucai (simile all&#8217;erba cipollina) molto utilizzata nelle preparazioni a base di maiale, particolarmente gradite ai palati orientali, ma anche gustata alla griglia. In Puglia, invece, Andrea Suriano, giovane imprenditore agricolo di Foggia, ha cominciato a coltivare prodotti etnici destinati prevalentemente agli stranieri, dallo zenzero al coriandolo, dalla cannella alla curcuma. Ma tra i giovani della Coldiretti c&#8217;e&#8217; anche chi trasforma la crescente attenzione all&#8217;ambiente in attivita&#8217; aziendale, producendo detersivi ecologici in imballaggi biodegradabili. E&#8217; la fortunata esperienza imprenditoriale di Paola Polce che produce, a Ivrea, in Piemonte, detergenti interamente realizzati con le piante, dalle quali vengono estratte tutte le sostanze utili per realizzarli. La gamma e&#8217; ampissima: si va dal detersivo per lavastoviglie a base di alloro, ortica, limone e rosmarino, con potente forza sgrassante unita alla presenza dell&#8217;aceto che garantisce brillantezza sulle stoviglie, al sapone da bucato a base di sambuco e carota, che donano vitalita&#8217; e morbidezza a tutte le fibre. In piu&#8217;, contiene indaco e lavanda che garantiscono igiene e freschezza. I prodotti ecocompatibili &#8220;dentro e fuori&#8221; di Paola Polce &#8211; continua la Coldiretti &#8211; sono talmente sani per l&#8217;ambiente che lei stessa consiglia di non sprecarli neanche dopo averli utilizzati. La giovane imprenditrice agricola, infatti, suggerisce di riciclarli. Ad esempio, dopo aver lavato i pavimenti, e&#8217; tranquillamente possibile riutilizzare l&#8217;acqua di lavaggio per irrigare piante e fiori. E, ancora, c&#8217;e&#8217; chi riscopre l&#8217;antica manna in chiave moderna come dolcificante naturale a basso contenuto di glucosio e fruttosio e la utilizza in eccellenti produzioni dolciarie. A Castelbuono, Anna Maria Musotto produce la manna ricavandola attraverso particolari incisioni sul tronco dei frassini dai quali fuoriesce una sostanza azzurrina e resinosa che, esposta al caldo sole della Sicilia, si addensa formando lunghe stalattiti biancastre.  Gioacchino De Leo, invece, in Puglia dedica molta attenzione ai diabetici, producendo un pane molto particolare che nasce dalla sapiente miscela di grano Senatore Cappelli e topinambur, il primo esente da ogni contaminazione e privo di qualsiasi effetto negativo sulla salute e il secondo dal quale si ottiene una particolare farina adatta ai diabetici che puo&#8217; sostituire in tutto quella del grano. Diego Bonifacino &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; nel suo meraviglioso agriturismo nella verde provincia di Cuneo prevede poi un intero menu per celiaci. &#8220;Tutte queste esperienze dimostrano che il settore agricolo si e&#8217; rigenerato con una classe di giovani di imprenditori che non si e&#8217; arroccata, come spesso accade nei momenti difficili, nella difesa dell&#8217;esistente, ma si e&#8217; impegnata con successo nel capire e soddisfare i nuovi bisogni dei consumatori&#8221;, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che &#8220;sono queste le realta&#8217; che aumentano le chance dell&#8217;Italia per uscire presto dalla crisi e ci inducono a guardare con piu&#8217; ottimismo al futuro&#8221;.<br />
(news e foto tratte da www.agi.it)</p>
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		<title>Pomodoro: Fedagri, al Sud le industrie impongono contratti vessatori</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In molte aree del Sud Italia le industrie di pomodoro stanno proponendo ai produttori agricoli contratti di compravendita che &#8220;contengono norme vessatorie&#8221;. E&#8217; quanto denuncia il Presidente di Fedagri-Confcooperative Foggia e vice Presidente nazionale, Giorgio Mercuri, sottolineando come &#8220;il prezzo di riferimento sia lontano dai prezzi standard e non allineato al mercato&#8221;. Nei contratti proposti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/pomodori-industria2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/pomodori-industria2-300x225.jpg" alt="" title="pomodori industria2" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-46776" /></a>In molte aree del Sud Italia le industrie di pomodoro stanno proponendo ai produttori agricoli contratti di compravendita che &#8220;contengono norme vessatorie&#8221;. E&#8217; quanto denuncia il Presidente di Fedagri-Confcooperative Foggia e vice Presidente nazionale, Giorgio Mercuri, sottolineando come &#8220;il prezzo di riferimento sia lontano dai prezzi standard e non allineato al mercato&#8221;. Nei contratti proposti, aggiunge, compaiono inoltre &#8220;pesantissime novità&#8221; relative alle modalità di pagamento e acconto, alla consegna del prodotto e ai tempi di pagamento. Sul primo fronte, spiega Mercuri, &#8220;si impone alle Op di restituire gli acconti ricevuti con una maggiorazione del 5% del tasso di interesse, equiparandoli di fatto a veri e propri prestiti&#8221;. In caso di mancata consegna del prodotto si applicherebbe, prosegue Mercuri, una penale pari al 30% di tutto il quantitativo contrattato, piuttosto che un importo forfettario calcolato sulla sola parte non consegnata. &#8220;L&#8217;industria &#8211; continua il presidente &#8211; si arroga in modo unilaterale anche il diritto di effettuare compensazioni fra crediti e debiti, in caso di inadempimento da parte delle Op&#8221;. E anche per i tempi di pagamento sarebbero previste condizioni &#8220;molto più restrittive rispetto alla precedente contrattazione, in ogni caso superiori ai 60 giorni previsti dalla nuova normativa del decreto liberalizzazioni&#8221;. Mercuri denuncia infine l&#8217;applicazione di criteri per la valutazione qualitativa del pomodoro che, a suo avviso, ridurrebbero sensibilmente il valore del prodotto. (ANSA)</p>
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		<title>Coldiretti: come diventare agricoltore in dieci mosse</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Agricoltori si nasce ma più spesso si diventa, un settore che sembra andare contro corrente visto che sono quasi 10 mila le nuove imprese nate nonostante la crisi nel primo trimestre 2012. E per rispondere alla &#8216;voglia di campagna&#8217; di tanti giovani, la Coldiretti presenta il primo vademecum su &#8216;come aprire un&#8217;azienda agricolà, grazie anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/donne-agricoltura1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/donne-agricoltura1-300x200.jpg" alt="" title="donne agricoltura" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-46773" /></a>Agricoltori si nasce ma più spesso si diventa, un settore che sembra andare contro corrente visto che sono quasi 10 mila le nuove imprese nate nonostante la crisi nel primo trimestre 2012. E per rispondere alla &#8216;voglia di campagna&#8217; di tanti giovani, la Coldiretti presenta il primo vademecum su &#8216;come aprire un&#8217;azienda agricolà, grazie anche alle opportunità offerte dal decreto sulle liberalizzazioni che prevede la possibilità di affitto, oltre alla vendita, dei terreni agricoli demaniali, circa 338 mila ettari, con prelazione a favore proprio dei giovani. Innanzitutto serve avere un&#8217;idea d&#8217;impresa intorno alla quale sviluppare un progetto. Valutare non solo la produzione ma anche trasformazione e vendita di prodotti alimentari o, ancora, agroenergie e fattorie didattiche. Individuare le opportunità sul mercato in termini di località, aziende e professionalità. Confrontarsi con chi ha già fatto esperienze analoghe o simili, visitando direttamente le aziende in Italia e in Europa. Verificare le alternative dell&#8217;acquisto, dell&#8217;affitto o della gestione aziendale considerato che molti agricoltori anziani non vogliono cedere la propria attività ma sono disponibili a collaborazioni. Individuato il fabbisogno finanziario soprattutto per gli under 40, controllare l&#8217;esistenza di agevolazioni per la maggioranza comunitarie erogate attraverso le Regioni. Per l&#8217;acquisto della terra verificare la possibilità di un mutuo presso Ismea nell&#8217;ambito dei finanziamenti della piccola proprietà contadina. Dal punto di vista burocratico sono tre i passaggi fondamentali: apertura di una Partita Iva presso l&#8217;Agenzia delle Entrate, iscrizione al Registro delle imprese, sezione speciale Agricoltura presso la competente Camera di Commercio e iscrizione e dichiarazione presso l&#8217;Inps. Una formazione di base in campo agricolo è importante ma non decisiva anche perché, conclude la Coldiretti, sono numerosi i corsi di formazione professionale organizzati a livello regionale per acquisire competenze e avere la qualifica di imprenditore agricolo dal punto di vista fiscale. (ANSA)</p>
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		<title>Sardegna: piano di rilancio del grano duro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:19:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un piano per il rilancio del grano duro in Sardegna. L&#8217;iniziativa parte dall&#8217;Assessorato regionale dell&#8217;Agricoltura: pronto un bando, in tandem con l&#8217;Agenzia regionale per il sostegno all&#8217;agricoltura (Argea) rivolto agli operatori del comparto, dagli agricoltori ai trasformatori, dai mugnai ai panificatori. L&#8217;obiettivo è aumentare le aree destinate alla coltivazione del cereale attraverso un prezzo minimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/grano-trebbiatura1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/grano-trebbiatura1-300x225.jpg" alt="" title="grano trebbiatura" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-46770" /></a>Un piano per il rilancio del grano duro in Sardegna. L&#8217;iniziativa parte dall&#8217;Assessorato regionale dell&#8217;Agricoltura: pronto un bando, in tandem con l&#8217;Agenzia regionale per il sostegno all&#8217;agricoltura (Argea) rivolto agli operatori del comparto, dagli agricoltori ai trasformatori, dai mugnai ai panificatori. L&#8217;obiettivo è aumentare le aree destinate alla coltivazione del cereale attraverso un prezzo minimo garantito per il prodotto (dovrebbe aggirarsi intorno ai 25 euro a quintale) e premi sulla qualità. Dieci anni fa gli ettari dedicati al grano duro erano 87 mila ma poi c&#8217;é stato un crollo che ha portato ai 24 mila ettari del 2011. Numeri in crescita nel 2012 anche grazie a una legge regionale che garantisce aiuti a chi investe nel settore: ora sono 40 mila gli ettari coltivati a grano duro. Il traguardo è quello di ritornare ai quantitativi di dieci anni fa. &#8220;Raccogliamo &#8211; ha detto l&#8217;assessore regionale dell&#8217;Agricoltura, Oscar Cherchi &#8211; il grido d&#8217;allarme lanciato poche settimane fa da Coldiretti. Il nostro intento è quello di creare una vera e propria filiera mettendo insieme produzione e trasformazione&#8221;. Fra le condizioni generali del bando c&#8217;é anche quella che prevede premi per lo stoccaggio differenziato del prodotto per almeno ventimila quintali all&#8217;anno. Una formula che consenta di isolare ed elevare la qualità del grano. Aiutando la &#8220;tipicizzazione&#8221; del grano sardo. L&#8217;intervento eroga un premio agli imprenditori agricoli o associati che coltivano grano duro e che aderiscono ad un accordo di almeno tre anni. Le zone storiche del grano duro in Sardegna? Principalmente Trexenta, Marmilla, Parteolla, Sinis, Anglona, e la Nurra. (ANSA)</p>
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		<title>Energia: +5% Pil agricoltura dallo sviluppo del biometano italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una fonte strategica per lo sviluppo della politica energetica nazionale, ma anche una opportunità di reddito integrativa per le imprese agricole, in grado di produrre una crescita del 5% del Pil agricolo. Non basta: lo sviluppo di una filiera tutta &#8220;made in Italy&#8221; favorirebbe l&#8217;occupazione, abbasserebbe i costi della bolletta energetica e dei carburanti, ridurrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/biogas-CRPA.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/biogas-CRPA.jpg" alt="" title="biogas CRPA" width="274" height="274" class="alignleft size-full wp-image-46763" /></a>Una fonte strategica per lo sviluppo della politica energetica nazionale, ma anche una opportunità di reddito integrativa per le imprese agricole, in grado di produrre una crescita del 5% del Pil agricolo. Non basta: lo sviluppo di una filiera tutta &#8220;made in Italy&#8221; favorirebbe l&#8217;occupazione, abbasserebbe i costi della bolletta energetica e dei carburanti, ridurrebbe le emissioni di anidride carbonica. Sono notevoli, secondo il &#8220;Position Paper per lo sviluppo della filiera del biometano&#8221;, presentato oggi a Roma presso la sede del Cra, le potenzialità di questa fonte energetica pulita. Il documento è risultato del Gruppo di Lavoro sul Biometano, coordinato dal Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione (Cib), cui aderiscono Agroenergia Confagricoltura, Aiel-Cia, Asssogasmetano, Ngv System Italia, Cogena, Crps, Itabia, con la partecipazione di Kyoto Club. &#8220;Il biometano fatto bene&#8221;, cioè realizzato attraverso l&#8217;utilizzo di biomasse di integrazione (colture di secondo raccolto, sottoprodotti agricoli, effluenti zootecnici, sottoprodotti delle agroindustrie, colture non alimentari) e da terreni destinati al seat aside (si stima siano 400 mila ettari in Italia), potrebbe portare le imprese agricole italiane a produrre entro il 2030 8 miliardi di metri cubi di biometano, equivalenti alla produzione italiana attuale di gas naturale o alla produzione del rigassificatore di Rovigo. Non basta: il solo utilizzo di biomasse di integrazione porterebbe a un incremento della Plv agricola di oltre 2 miliardi di euro l&#8217;anno, pari al 5% del Pil agricolo attuale. Il tutto si tradurrebbe inoltre in un risparmio di 5 miliardi di euro l&#8217;anno sull&#8217;importazione di energia. (ANSA)</p>
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		<title>Grandi Salumifici rientra in Assica</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Grandi Salumifici]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo tre anni di assenza, Grandi Salumifici Italiani &#8211; gruppo alimentare che ha chiuso il 2011 con un fatturato superiore ai 600 milioni di euro &#8211; rientra in Assica, l&#8217;associazione industriali delle carni e dei salumi. &#8220;Rientriamo &#8211; ha spiegato Massimo Romani, direttore generale &#8211; con la volontà di contribuire fattivamente alla gestione delle problematiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/assica.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/assica.jpg" alt="" title="assica" width="160" height="89" class="alignleft size-full wp-image-46757" /></a>Dopo tre anni di assenza, Grandi Salumifici Italiani &#8211; gruppo alimentare che ha chiuso il 2011 con un fatturato superiore ai 600 milioni di euro &#8211; rientra in Assica, l&#8217;associazione industriali delle carni e dei salumi. &#8220;Rientriamo &#8211; ha spiegato Massimo Romani, direttore generale &#8211; con la volontà di contribuire fattivamente alla gestione delle problematiche che il nostro settore si troverà ad affrontare. Il 2012 si preannuncia particolarmente difficile anche per il comparto alimentare, che sta perdendo quelle caratteristiche di aciclicità che l&#8217;hanno storicamente contraddistinto&#8221;. &#8220;Riteniamo necessario &#8211; ha aggiunto &#8211; aumentare il peso di una struttura che possa fare da riferimento e polo aggregativo per le aziende del settore delle carni, in modo che possano far sentire la loro voce laddove si discutono i temi fondamentali per il futuro del mercato di riferimento, in continua evoluzione&#8221;. Soddisfazione anche da parte dal presidente di Assica, Lisa Ferrarini, recentemente chiamata a far parte della squadra del neo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: &#8220;Grandi Salumifici Italiani è un importante gruppo della salumeria italiana che accrescerà ulteriormente la rappresentatività e l&#8217;autorevolezza dell&#8217;Associazione, anche grazie all&#8217;esperienza e alla professionalità che i suoi manager, a partire da Massimo Romani, apporteranno nelle discussioni in seno ad Assica&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Rosarno: Coldiretti, tutti sotto schiaffo delle multinazionali dell’aranciata</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:21:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Tutti sotto schiaffo delle multinazionali dell&#8217;aranciata. Come birilli adesso a fare le spese della catena di sfruttamento nella filiera agrumicola da industria della Piana di Rosarno-Gioia Tauro sono alcune industrie di spremitura e drammaticamente si continua ad assistere ad una non equa redistribuzione del valore all&#8217;interno della filiera agrumicola&#8221;. Lo afferma, in una nota, Pietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/arancerosse1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/arancerosse1.jpg" alt="" title="arancerosse" width="240" height="159" class="alignleft size-full wp-image-46754" /></a>&#8220;Tutti sotto schiaffo delle multinazionali dell&#8217;aranciata. Come birilli adesso a fare le spese della catena di sfruttamento nella filiera agrumicola da industria della Piana di Rosarno-Gioia Tauro sono alcune industrie di spremitura e drammaticamente si continua ad assistere ad una non equa redistribuzione del valore all&#8217;interno della filiera agrumicola&#8221;. Lo afferma, in una nota, Pietro Molinaro presidente di Coldiretti. &#8220;La vicenda dell&#8217;agrumicoltura da industria che &#8211; prosegue Molinaro &#8211; ha riflessi fortemente negativi per condizioni di lavoro, produzione e, da ultimo, sta creando diversi problemi alle imprese di trasformazione che, in carenza di commesse e con prezzi imposti &#8216;dai giganti delle bibite&#8217; e quindi con poco o nessun reddito, non hanno la possibilità di ottemperare agli opportuni investimenti in termini di sicurezza e rispetto delle normative ambientali di riferimento. Anche esse, sono costrette a soggiacere ad una logica mercantilistica portata avanti dalle multinazionali dell&#8217;aranciata. Il lavoro che non c&#8217;é e continua drammaticamente a non esserci con le arance a terra o sottopagate che portano di fatto l&#8217;intera filiera alla fame: una sorta di annientamento che, però, non è indolore. Ci appelliamo ai nostri deputati e senatori affinché facciano in modo di accelerare la modifica di una legge di 50 anni fa che regola la percentuale di succo all&#8217;interno delle bibite (solo il 12%) sarebbe un primo segnale democratico e di trasparenza nei confronti di chi vuole continuare imperterrito a non rispettare le legittime aspirazioni di chi ha l&#8217;unico obiettivo di poter lavorare&#8221;. (ANSA). </p>
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		<title>Ue: promossi dalla Commissione 222 messaggi salutistici</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 14:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Buone notizie per i consumatori europei che ora possono essere certi della correttezza dei messaggi sulla salute che reclamizzano i prodotti alimentari. La Commissione europea ha approvato a Bruxelles, &#8220;una prima lista di 222 messaggi salutistici che, basata su pareri scientifici solidi, sarà utilizzata in tutta l&#8217;Unione europea e contribuirà a far ritirare dal mercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/cassa-Sigma1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/cassa-Sigma1-240x300.jpg" alt="" title="cassa Sigma" width="240" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-46751" /></a>Buone notizie per i consumatori europei che ora possono essere certi della correttezza dei messaggi sulla salute che reclamizzano i prodotti alimentari. La Commissione europea ha approvato a Bruxelles, &#8220;una prima lista di 222 messaggi salutistici che, basata su pareri scientifici solidi, sarà utilizzata in tutta l&#8217;Unione europea e contribuirà a far ritirare dal mercato i messaggi ingannevoli entro la fine dell&#8217;anno&#8221;. Insomma, chi leggerà su un&#8217;etichetta o un messaggio promozionale che quel cibo &#8220;favorisce l&#8217;assorbimento del calcio nelle ossa&#8221;, oppure che &#8220;abbassa il colesterolo&#8221;, avrà la certezza che l&#8217;indicazione è stata provata scientificamente e valutata positivamente dall&#8217;Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa). La decisione è &#8220;il frutto di anni di lavoro &#8211; ha indicato il commissario alla salute, John Dalli, nel darne l&#8217;annuncio &#8211; e rappresenta una data importante nella normativa sui prodotti alimentari&#8221;. Senza contare, che la lista autorizzata &#8220;potrà essere consultata in rete e permetterà a tutti i consumatori europei di fare una scelta consapevole&#8221;. Quanto ai messaggi senza fondamento scientifico &#8211; ha proseguito Dalli &#8211; &#8220;dovranno essere ritirati dal mercato dopo un breve periodo di transizione&#8221;. Insomma, si tratta di uno strumento importante non solo per i consumatori ma anche per le aziende e le autorità di controllo nazionali. Un &#8216;Registro comunitario dei messaggi nutrizionali e salutistici&#8221; accoglierà ora tutti i messaggi autorizzati dall&#8217;Ue. I produttori alimentari dispongono di un periodo di sei mesi per adattarsi alle nuove esigenze e, &#8220;dall&#8217;inizio del prossimo mese di dicembre, tutti i messaggi che non sono stati autorizzati, o sono ancora in attesa di esame, saranno vietati&#8221;. (ANSA)</p>
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		<title>Francesca Moretti presidente della Strada del Franciacorta</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 13:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[strada franciacorta]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesca Moretti è il nuovo Presidente della Strada del Franciacorta, fra le prime e più attive Strade del vino italiane. Succede a Gianluigi Vimercati Castellini e resterà in carica 3 anni. 38 anni, enologa, Francesca Moretti è responsabile del settore vitivinicolo del gruppo Terra Moretti, fondato dal padre Vittorio Moretti nel 1977, anno di nascita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/Franciacorta-Nuovo-CdA.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/Franciacorta-Nuovo-CdA-300x230.jpg" alt="" title="Franciacorta - Nuovo CdA" width="300" height="230" class="alignleft size-medium wp-image-46746" /></a>Francesca Moretti è il nuovo Presidente della Strada del Franciacorta, fra le prime e più attive Strade del vino italiane. Succede a Gianluigi Vimercati Castellini e resterà in carica 3 anni. 38 anni, enologa, Francesca Moretti è responsabile del settore vitivinicolo del gruppo Terra Moretti, fondato dal padre Vittorio Moretti nel 1977, anno di nascita della cantina Bellavista in Franciacorta. A questa realtà sono seguite nel tempo Contadi Castaldi in Franciacorta (1987), Petra (1996) e Tenuta la Badiola (2000) in Toscana. Oggi Francesca Moretti si dedica con particolare attenzione alle strategie di sviluppo dei mercati,  pur non trascurando  il suo amore per la campagna e l’agronomia. Nel 2011 ha infatti fondato in Franciacorta la prima Scuola Italiana di Potatura della Vite in collaborazione con la Scuola dei Preparatori d’Uva  Simonit &#038; Sirch e con prestigiose Università ed Istituti di Ricerca. Questa scuola ha come obiettivo quello di diffondere la consapevolezza del valore strategico del recupero di tecniche colturali tradizionali che, garantendo la salubrità e la longevità delle vigne, sono in grado di valorizzare i caratteri di unicità di un territorio vitato e della sua produzione.<br />
L’incarico a Presidente della Strada del Franciacorta è un impegno che Francesca Moretti condurrà proseguendo l’indirizzo indicato dal presidente uscente Gianluigi Vimercati Castellini, nell’obiettivo di rendere sempre più efficace il sistema di sinergie tra operatori del territorio già avviato dal suo predecessore.<br />
“La Franciacorta – dichiara – è una splendida terra che, in relativamente pochi anni rispetto al storia di altri territori, si è affermata quale eccellenza enologica grazie alla consapevolezza che solo innalzando gli standard della propria offerta si possono ottenere due risultati contemporaneamente: sviluppo economico e tutela ambientale. Con la Strada del Franciacorta ci impegneremo sempre più affinché questo territorio possa consolidare la propria identità di “destinazione turistica”, individuando interlocutori e mercati che siano in linea con il posizionamento del comparto vitivinicolo. Punteremo cioè alla qualità del turismo oltre che alla evidente attenzione per un incremento quantitativo del comparto.”“ Sono consapevole che il percorso sarà complesso e impegnativo- conclude- ma sono molto fiduciosa, perché credo che in questo momento di incertezza economica la gente riesce ad avvertire con maggiore consapevolezza l’urgenza di affermare la propria identità culturale ed economica in un quadro competitivo di tipo internazionale”.<br />
Con Francesca Moretti sono stati eletti nel nuovo Consiglio di Amministrazione della Strada del Franciacorta Camilla Alberti (Castelveder), Lucia Barzanò (Il Mosnel), Michele Bozza (Tenute La Montina), Ezio Maiolini (Majolini), Paolo Pizziol (Villa), Gianluigi Vimercati Castellini (Al Rocol), Daniela Codeluppi (Ristorante Hostaria Uva Rara), Patrizia La Rocca (Enoteca Le Cantine di Franciacorta), Rosa Milini (Comune di Erbusco), Mario Malossini (Trenord). Il nuovo Collegio dei Revisori, invece, è composto da Ernesto Stefanutti, Marianna Archetti (Comune di Rovato), Flavio Tignonsini (Iseo Bike).<br />
<a href="www.stradadelfranciacorta.it ">www.stradadelfranciacorta.it </a><br />
La Strada del Franciacorta<br />
Nata nel 2000 dalla sinergia tra operatori privati (aziende vitivinicole, produttori di prodotti tipici e artigiani, alberghi, dimore storiche, ville in affitto, ristoranti, trattorie, osterie, wine bar, aziende agrituristiche, campeggi, enoteche, agenzie viaggi, campi da golf, noleggio biciclette) ed enti pubblici e privati (Comuni, associazioni per la promozione del territorio) la Strada del Franciacorta –fra le prime in Italia &#8211; è un percorso di 80 km che ha lo scopo di promuovere e sviluppare le potenzialità turistiche, in particolar modo legate al turismo enogastronomico, della Franciacorta. I soci sono 177.<br />
Nella foto:<br />
 Il nuovo Consiglio di Amministrazione con, al  centro, Francesca Moretti e Gianluigi Vimercati Castellini </p>
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		<title>Guidi: &#8220;No a ribassi unilaterali el prezzo del latte&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 12:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo latte confagricoltura]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il prezzo del latte deve essere frutto di un confronto e non di forzature unilaterali dell’industria. Consideriamo quindi l’attuale cifra liquidata dalle imprese di trasformazione come un acconto”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in relazione ad atteggiamenti intransigenti ed offerte al ribasso da parte degli acquirenti industriali. “La questione del latte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/mungitura-31.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/05/mungitura-31-300x225.jpg" alt="" title="mungitura 3" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-46743" /></a>“Il prezzo del latte deve essere frutto di un confronto e non di forzature unilaterali dell’industria. Consideriamo quindi l’attuale cifra liquidata dalle imprese di trasformazione come un acconto”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi in relazione ad atteggiamenti intransigenti ed offerte al ribasso da parte degli acquirenti industriali.<br />
“La questione del latte è di interesse nazionale poiché riguarda gran parte delle produzioni e dell’export del made in Italy alimentare – ha proseguito il presidente di Confagricoltura -. Ci aspettiamo quindi un adeguato livello di riscontro alla qualità che gli allevamenti garantiscono al nostro sistema agroalimentare, mentre con un prezzo di 36,5 centesimi al litro sono a rischio di chiusura migliaia di stalle indispensabili all’esistenza stessa della filiera lattiero-casearia”.</p>
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