Festa del Caffe’ nel segno di Salgado

Sebastiao Salgado alla Parata del Caffè. ANSA/DANIELE MASCOLO

Expo festeggia la Giornata del Caffè con un ospite d’eccezione: il fotografo Sebastiao Salgado, autore della mostra ‘Dalla terra alla tazzina’, esposta nel Cluster del Caffè. “Milioni di persone nel mondo vivono grazie al caffè – ha detto il grande fotografo brasiliano -. Con Andrea Illy abbiamo voluto raccontare quel mondo, fatto di milioni di mani attraverso le quali passano i chicchi che poi finiscono, trasformati, nelle nostre tazzine”. Un mondo che produce i 500 miliardi di tazzine che si consumano ogni anno, 700 milioni al giorno solo in Europa. Alla bevanda più popolare del pianeta Expo ha dedicato, oltre a incontri e degustazioni, anche una spettacolare parata a cui hanno partecipato tra gli altri lo stesso Salgado, Andrea Illy e l’economista americano Jeffrey Sachs, al termine della quale i Paesi produttori di caffè hanno unito i chicchi provenienti dalle proprie piantagioni per creare “la miscela di Expo”. “E’ tutto straordinario – ha commentato Salgado -. Expo ha il merito di aver portato i contadini al centro del dibattito mondiale. Il loro sguardo è fondamentale per il futuro del nostro Pianeta, perché è quello di chi vive tutti i giorni a contatto con la natura e non ha, quindi, il punto di vista astratto degli abitanti delle città, alieni che quasi non hanno più contatti con la natura”. La sopravvivenza della specie umana, per il fotografo brasiliano, “può essere garantita solo da agricoltura e riforestazione”, argomenti “che dovranno essere affrontati alla Cop21 di Parigi”. L’unica soluzione per ridurre le emissioni e fermare il riscaldamento globale, per Salgado, è infatti “piantare alberi, i soli in grado di catturare l’anidride carbonica”. Quello di Salgado è il punto di vista di chi è cresciuto a contatto con la natura, i contadini e, in particolare, proprio i coltivatori di caffè. Suo padre trasportava caffè dallo stato di Minas Gerais, dove la famiglia viveva, fino alle coste. Gli scatti esposti nel Cluster del Caffè, testimonianze in bianco e nero dal forte impatto emotivo, realizzati in 12 anni di viaggi nei dieci paesi in cui Illy acquista il caffè (Brasile, India, Indonesia, Etiopia, Guatemala, Colombia, Cina, Costa Rica, El Salvador e Tanzania), ne sono la prova. “La fotografia può aiutare molto a cambiare il punto di vista che abbiamo sulla realtà – ha detto -. Ma da sola non può essere determinante. Deve essere uno strumento dentro un movimento più grande”. Un movimento in cui entrano in gioco governi e consumatori. E’ per questo che dal palco di Expo è stato lanciato il progetto ‘Coffee4Change’, realizzato da Oxfam e International Coffee Organization (ICO) in collaborazione con Expo, Illy e Lavazza. “E’ il primo progetto di beneficenza dedicato al caffè e alle comunità di coltivatori di caffè, ispirata alla tradizione napoletana del ‘caffè sospeso'” ha spiegato Andrea Illy. Dal’1 al 31 ottobre, a Expo e sul sito coffee4change.oxfam.org, si potrà lasciare “un caffè sospeso”, come dicono a Napoli. Fare cioè una donazione libera a partire dall’equivalente del prezzo di un caffè, offrendo un sostegno ai progetti che Oxfam, civil society participant di Expo, realizza nel Sud del mondo. (di Ilaria Liberatore – ANSA)

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