Filiera AQ: 15 mln di investimenti per valorizzare il latte del Mezzogiorno

012-SDP_2428Investimenti per 15 milioni di euro, importanti programmi di ricerca nel comparto lattiero-caseario e interventi per la valorizzazione del latte del Sud Italia. Sono i risultati, presentati oggi al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, del progetto portato avanti da Filiera AQ, società di servizi nata per iniziativa di quattro cooperative del settore – 3A di Arborea, Asso.la.c., Granlatte e Progetto Natura, per un totale di 780 aziende agricole coinvolte, con attività in Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.
All’incontro hanno preso parte Gianpiero Calzolari, presidente di Filiera AQ, , Gianluca Maria Esposito, capo del Dipartimento delle Politiche competitive, della qualità alimentare, ippiche e della pesca presso il Ministero delle Politiche Agricole, e Walter Bellantonio, direttore generale Istituto di Sviluppo Agroalimentare.
Finanziato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nell’ambito dell’attivazione dei contratti di filiera, il progetto Filiera AQ nasce con l’obiettivo di modernizzare la produzione nelle aziende agro-zootecniche del Mezzogiorno, di migliorare qualitativamente la produzione, di razionalizzare la logistica della raccolta del latte, di integrare e uniformare i sistemi e le procedure di produzione, tracciabilità e controllo di tutti i soggetti della filiera.
“Avviando programmi di alta qualità e di valorizzazione del prodotto, per un investimento complessivo di circa 15 milioni di euro, ci siamo posti l’obiettivo di fare crescere l’intero sistema – sottolinea il presidente di Filiera AQ Gianpiero Calzolari – rendendo sempre più competitivo uno dei settori trainanti dell’economia del Mezzogiorno. Credo di poter dire che si tratti di un obiettivo raggiunto”.
A partire dall’approvazione del progetto nel 2006, Filiera AQ ha effettuato interventi orizzontali – destinati a migliorare e modernizzare la produzione di tutte le aziende agricole coinvolte nel progetto – per oltre 6 milioni di euro, per la metà coperti dal Ministero delle Politiche Agricole con un finanziamento a fondo perduto.
Un investimento indirizzato non solo agli oltre 7.000 interventi di formazione e controllo negli allevamenti, ma anche all’acquisto di impianti di refrigerazione del latte (223 frigoriferi destinati allo stoccaggio di latte crudo, per un investimento di oltre 2 milioni di euro) e di attrezzature tecniche (strumenti per il prelievo automatico dei campioni di latte, etichettatrici), oltre che all’informatizzazione della filiera in tutti i suoi passaggi (700 mila euro tra computer fissi, portatili e terminali per la racconta del latte, oltre a software per supportare la gestione dei sistemi di rintracciabilità e controllo e gestire il programma di benessere animale).
“Nell’ambito del progetto di filiera abbiamo realizzato centinaia di interventi, tutti puntualmente rendicontati e verificati per misurarne l’efficacia e la reale rispondenza ai bisogni delle aziende agricole – continua Calzolari – Attività diversificate, ma integrate tra loro da un obiettivo comune che ci impegna reciprocamente nel migliorare e supportare la filiera lattiero-casearia del Sud Italia”.
A questi investimenti materiali si aggiungono quelli destinati a importanti programmi di ricerca, per un totale di oltre 1,2 milioni di euro: il Progetto Contagiosi (391 mila euro di investimento), realizzato in collaborazione con l’Università di Milano per combattere l’insorgenza e la proliferazione delle mastiti; sempre sul versante igienico-sanitario, il Progetto Paratubercolosi (310 mila euro di investimento), promosso in collaborazione con l’Università di Bologna, e il Progetto Benessere Animale (152 mila euro), portato avanti insieme all’ateneo bolognese attraverso una indagine su 793 allevamenti del Sud Italia; sul fronte della sostenibilità, infine, il Progetto Dairy Carbon-footprint (circa 210 mila euro di investimento) – portato avanti insieme all’Università di Sassari per misurare e controllare l’impatto ambientale della filiera in termini di “impronta ecologica ambientale” (emissioni di anidride carbonica, metano, nitrossido d’azoto) – e il Progetto di GeoReferenziazione del Rischio (177 mila euro di investimento), condotto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna per tutelare la qualità del latte rispetto all’inquinamento ambientale.
Filiera AQ ha inoltre realizzato investimenti verticali – interventi di miglioramento dei siti produttivi delle singole cooperative – per oltre 8,7 milioni di euro, dei quali quasi 4 coperti dai contributi erogati dal Ministero delle Politiche Agricole.
In Sardegna, la cooperativa 3A di Arborea ha realizzato interventi industriali per 6,5 milioni di euro, che hanno migliorato e potenziato i settori della produzione, del confezionamento, del magazzino e della logistica, con l’obiettivo di valorizzare il latte conferito dai soci attraverso processi innovativi e sistemi avanzati di confezionamento, imballaggio e tracciabilità.
In Sicilia, la cooperativa ragusana Progetto Natura ha investito nella costruzione di un nuovo sito produttivo e del nuovo magazzino di stagionatura del formaggio Ragusano Dop (per un totale di quasi 1,7 milioni di euro), che permette di ottenere e mantenere elevati standard qualitativi, pur rispettando la tradizione del prodotto.
Infine, in Calabria, Asso.la.c. ha realizzato opere di adeguamento e ammodernamento del sito di stoccaggio e distribuzione di Castiglione Cosentino in ottemperanza alle normative igienico-sanitarie. Oltre alle opere strutturali, sono state installate nuove celle frigorifere e potenziate le dotazioni per la logistica di magazzino (carrelli elettrici, terminali, stampanti) con gli obiettivi di garantire la catena del freddo e consentire la tracciabilità della fase distributiva. L’investimento è stato di circa 545 mila euro.

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