Filiera suinicola, timida ripresa nel 2011

Nel corso del 2010 sono aumentate sia le importazioni che le esportazioni italiane di carni suine: un dato che non allevia la pesante crisi che ormai da anni si abbatte sul sistema suinicolo nazionale. Timidi segnali di ripresa si stanno, tuttavia, avvertendo nel corso di questo 2011 grazie alla stabilizzazione dei prezzi delle materie prime (mais e soia in testa) e alla riduzione dell’offerta della macellazione. Una tendenza che sta “restituendo fiato al prezzo dei suini” e “incidendo in maniera positiva sugli indici di redditività” ha spiegato questa mattina a Cremonafiere, nell’ambito della 66esima Fiera Internazionale del Bovino da Latte, il direttore del Crefis Gabriele Canali presentando gli esiti del Rapporto annuale curato dallo stesso centro di ricerche economiche sulle filiere suinicole. All’incontro sono intervenuti anche il presidente di Cremonafiere Antonio Piva, che ha sottolineato l’importanza dello spazio dedicato alla suinicoltura in seno alla manifestazione fieristica per “offrire una cassa di risonanza ad un settore che ha numeri importanti”, il direttore generale dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lombardia Paolo Baccolo, che ha rinnovato il sostegno nei confronti di un “settore strategico che soffre una prolungata crisi strutturale”, e il presidente di Unioncamere Lombardia Francesco Bettoni, che ha posto in luce il peso fondamentale della collaborazione avviata tra le Regioni Lombardia ed Emilia Romagna per “affrontare in team le sfide globali” combattendo “la contraffazione” e restituendo “competitività ad un percorso di filiera che è vanto e orgoglio del nostro Paese”.
I numeri snocciolati dal Rapporto annuale del Crefis fotografano una situazione ancora precaria, ma non priva di segnali che consentono di guardare con cauto ottimismo al 2012. Si legge nel rapporto:
“Il consumo già elevato di salumi è ancora aumentato passando dai 18,4 kg/pro-capite del 2009 ai 18,8 kg/pro-capite, contro un consumo di carni suine fresche, anch’esso in aumento (+0,3 kg/pro-capite rispetto al 2009), ma ancora collocato ad un livello complessivamente più basso e pari a 12,9 kg/pro-capite.
Nel corso del 2010 si sono complessivamente confermati tutti i principali trend che caratterizzano ormai da tempo le filiere suinicole italiane nel loro complesso, con qualche elemento di novità:
– aumento delle importazioni di carni suine: +12,3% in quantità (967 mila tonnellate) e + 12,7% in valore (1.761 milioni di euro);
– sostanziale conferma delle importazioni di animali da macello: -0,6% in termini di numero di capi (oltre 422 mila), ma aumento del +5,8% in termini di peso e del +7,1% in valore (57 milioni di euro);
– elemento di novità del 2010 è rappresentato dal forte incremento di importazioni di animali da allevamento (lattonzoli): +60,6% n termini di numero di capi, +42,2% in peso e +36,9% in valore (32 milioni di euro);
– le esportazioni di suini vivi, sia da allevamento che da macello sono rimaste sostanzialmente limitate e poco significative: complessivamente poco più di 1,1 milioni di euro in valore, peraltro in forte calo rispetto al 2009;
– restano sostanzialmente irrilevanti anche le esportazioni di carni suine fresche e congelate (149 milioni di euro), nonostante un incremento percentuale del +12,7%;
– crescono invece in modo significativo le esportazioni di salumi e carni variamente lavorate (+13,8% in quantità e +13,4% in valore), vero punto di forza delle nostre filiere suinicole nazionali, che raggiungono un valore di 943 milioni di euro;
– rispetto al 2009, è aumentata dell’1,8% anche la consistenza del patrimonio suinicolo a fine anno;
– sono ugualmente aumentate le macellazioni nazionali: +2,8% in quantità, pari a 1,673 milioni di tonnellate;
– sono aumentate anche le produzioni nazionali di salumi: + 4,3% in quantità (1,221 milioni di tonnellate) e +4,0% in valore (poco meno di 8 miliardi di euro);
– a livello di allevamento, mentre la consistenza finale a dicembre segna un aumento del numero di capi (+1,8%), il valore ai prezzi di base della produzione ottenuta nell’anno, valutata a prezzi correnti, segna una diminuzione dell’1,9% portando il valore complessivo della produzione a 2,46 miliardi di euro;
– la redditività della produzione suinicola nazionale si è ulteriormente ridotta nell’arco del 2010 a causa della riduzione dei prezzi dei suini pesanti da macello e del contemporaneo forte incremento dei prezzi delle materie prime utilizzate per i mangimi (mais e soia in particolare);
– nel 2010 si è tuttavia registrata anche una riduzione della redditività anche per le attività di macellazione che, nonostante i prezzi bassi dei suini acquistati, non sono riuscite ad ottenere ricavi adeguati dalla vendita dei prodotti sia per i bassi prezzi delle cosce destinate a crudo DOP che per la forte pressione esercitata dalla dalle importazioni sulle carni fresche acquistate dalla GDO”.
I tratti fondamentali delle filiere suinicole nazionali sono confermati: le produzioni nazionali di suini sono trainate dalla produzione di salumi sia per il mercato interno che per i mercati esteri. D’altro canto, dati i forti vincoli legati alle caratteristiche del nostro territorio e delle condizioni ambientali (in particolare la limitata disponibilità di terreni agrari) che hanno effetti negativi sui costi di produzione, il nostro Paese continua strutturalmente ad importare carni suine principalmente per il consumo fresco e per qualche attività di trasformazione che non richieda necessariamente materia prima nazionale. A queste caratteristiche si deve aggiungere che l’Italia resta, ovviamente e necessariamente, un forte importatore anche di altre materie prime agricole quali cereali e prodotti proteici (ad esempio la soia), fattori di produzione cruciali per
i mangimi. Questo ulteriore elemento rafforza la dipendenza delle filiere suinicole nazionali dal mercato estero e dalle dinamiche dei prezzi dello stesso che per il 2010 non sono state certamente favorevoli per la filiera.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.