Fipe chiede piu’ sostegno alla ristorazione

Il comparto del fuori casa sta vivendo un buon momento , in questo caso la polverizzazione del mercato è un punto di forza. Lo stesso, purtroppo, non si può dire della distribuzione alimentare, dove la piccola vendita al dettaglio sta sparendo”.
Alcuni dati possono meglio aiutare ad incorniciare il contesto all’interno del quale ha scavato l’indagine Fipe presentata al salone Sapore di Rimini. Nel 2009 il valore dei consumi nell’alimentare extradomestico è stato stimato da Fipe-Confcommercio in 70 miliardi di euro, il 33,5% dei consumi alimentari complessivi. Il volume d’affari ha registrato una lieve perdita (-1,2%), ma le stime per il 2010 prevedono una ripresa (+1%). Il settore mette insieme 291.000 imprese con 310.000 lavoratori dipendenti e 670.000 indipendenti. La ristorazione ogni anno produce acquisti sulla filiera agroalimentare per 20 miliardi di euro e produce ben 10 milioni di pasti al giorno. Ma veniamo al cuore della ricerca.La Federazione dei pubblici esercizi lancia un grido di allarme alla politica: aiutate questo settore se non volete farlo scomparire
«Dobbiamo aiutare la ristorazione se non vogliamo veder sparire questo settore». È quanto ha dichiarato Edi Sommariva, direttore generale di Fipe, la federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio Imprese per l’Italia, nella conferenza di inaugurazione di Sapore2010, la rassegna di Rimini dedicata all’alimentazione.
«Questo settore ha risentito pesantemente della crisi economica – ha proseguito Sommariva, rivolgendosi al sottosegretario al Mipaaf, On. Antonio Bonfiglio, presente al tavolo dei relatori – e da soli i ristoratori non sono in grado di incidere sulla domanda. Loro non hanno garanzie, non possono beneficiare di finanziamenti come avviene per settori industriali, però si può lavorare sulle agevolazioni fiscali, costo del lavoro e sullo snellimento della burocrazia. Va sostenuto, insomma, soprattutto la fascia di ristorazione cosiddetta di evasione che è quella scelta dai consumatori per il piacere di stare bene fuori casa e che risponde ai bisogni di socializzazione della collettività. È proprio in questo settore che infatti avviene la ricerca, l’innovazione, la rivisitazione di ricette storiche; è qui che si investe culturalmente ed è qui che la politica deve dare sostegno e risposte». Secondo il vicepresidente vicario di Fipe, Aldo Cursano, la crisi economica ha reso il consumatore più consapevole e più attento nei confronti dell’offerta enogastronomica. «La ristorazione è diventata un valore – ha chiosato Cursano – vantato addirittura dal presidente americano Obama che ha definito quelli italiani i migliori ristoranti del mondo. Gli ultimi riconoscimenti sull’importanza della cucina italiana arrivati anche nella recente edizione della Borsa Internazionale del Turismo è per noi fattore di orgoglio. Non a caso è altissima la percentuale di chi sceglie l’Italia come meta delle vacanze proprio per la buona tavola. Non possiamo essere abbandonati.

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