Fisco: Coldiretti e Cia chiedono revisione sull’Imu


“Ci aspettiamo che le conclusioni condivise al tavolo fiscale tra organizzazioni agricole e governo, presieduto dal sottosegretario all’Economia, Vieri Ceriani, si traducano in norme di legge”. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alle modifiche che devono essere apportate all’applicazione dell’Imu per i terreni agricoli e i fabbricati strumentali. “La responsabilità di mantenere gli impegni presi deve traguardare tanto le forze sociali quanto il governo – ha concluso Marini – Sono in gioco non solo i contenuti ma valori non mediabili quali la fiducia e il rispetto degli interlocutori e di chi essi rappresentano”.

Imu: la posizione della Cia
“Nelle indiscrezioni stampa sui possibili interventi di modifica dell’Imu agricola da inserire nel decreto sulle semplificazioni fiscali non c’è traccia della sostanziale revisione dell’applicazione dell’imposta chiesta a gran voce da tutto il mondo agricolo”. Lo afferma Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che “la previsione di un’irrisoria riduzione dell’aliquota sui fabbricati strumentali (dallo 0,2% allo 0,175%) accompagnata da un assoggettamento a imposta dei fondi situati in zone collinari nella misura del 60%, che fino a ora erano esenti, non può certo risolvere i problemi del settore, penalizzato da una tassazione ingiusta che graverebbe su strumenti di lavoro”. “Da mesi le organizzazioni di categoria hanno dimostrato massima collaborazione con il governo nei lavori svolti durante il tavolo fiscale – ha ricordato Politi – che si sono peraltro conclusi con precisi impegni da parte dell’esecutivo. Impegni che, evidentemente, non sono neanche lontanamente rispettati da questi interventi e che, peraltro, non considerano minimamente le posizioni espresse dal Parlamento”. “Le contro-stime presentate dalle organizzazioni di categoria sull’impatto dell’Imu sull’agricoltura – ha continuato il presidente della Cia – dimostrano un gettito ben maggiore di quello quantificato dal Mef. Ma, nell’assenza di dati certi sul numero dei fabbricati rurali, abbiamo richiesto con grande senso di responsabilità di rimandare le valutazioni di merito sull’eventuale tassazione dei fabbricati rurali all’anno 2013: entro tale data, infatti, tutti i fabbricati rurali dovranno essere censiti nel catasto fabbricati”. (ANSA).

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