Fisco: fabbricati fantasma; Cia, il contadino paga 2 volte


Nel piano di rientro delle case fantasma nel catasto dei fabbricati gli immobili rurali, cioe’ quelli destinati all’esercizio dell’impresa agricola e all’abitazione dell’agricoltore, rischiano di pagare due volte. La categoria in passato si era fatta una cattiva fama perche’ accusata di nascondere dietro la modesta dizione lussuosi casali, ville di campagna, torri, chalet e persino piccoli castelli. Ora pero’ a farne le spese sono i contadini e gli imprenditori agricoli. A rischio ci sono decine di migliaia fra case, magazzini, stalle ecc. sparsi su tutto il territorio che rischiano di pagare al fisco il doppio e ai Comuni un’Ici indebita con un pesante contenzioso, frutto di una vicenda che si e’ ingarbugliata dopo una contestata sentenza della Cassazione dell’agosto 2009. I nodi di questa vicenda stanno venendo al pettine proprio in concomitanza con i procedimenti di emersione dei fabbricati fantasma. Molti di questi sono rurali e, per loro natura, non sono soggetti ne’ all’imposta sui redditi ne’ all’Ici. ”Questi rischiano di pagare il doppio – spiega Massimo Bagnoli responsabile del settore fiscale della Cia-Confederazione italiana agricoltura – perche’ la loro rendita (e le conseguenti imposte) e’ gia’ compresa in quella del terreno agricolo pertinente, iscritto al catasto terreni”. La batosta per questi fabbricati arriva pero’ con l’Ici. Nonostante il legislatore sia intervenuto con una norma interpretativa, escludendo nel 2008 l’assoggettabilita’ all’Ici dei fabbricati rurali (art.23 del Dl 207/2008 poi legge 14/2009), nell’agosto 2009 la Cassazione (sentenza 18565 del 21 agosto) e’ intervenuta sulla classificazione catastale dei fabbricati rurali creando parecchia confusione. Secondo quella sentenza potrebbero essere considerati rurali solo gli immobili accatastati nella categoria A/6 se ad uso abitativo o D/10 se strumentali all’attivita’ agricola. Ora la categoria A/6 e’ stata soppressa con la circolare ministeriale n. 5 del 14/3/92 per la buona ragione che, per fortuna, non esistono piu’, ovvero sono al di fuori degli standard minimi indispensabili (ad esempio hanno il bagno fuori dalla casa). ”In questa confusione – lamentano dalla Cia – alcuni comuni non riconoscono agli agricoltori l’esenzione dall’Ici costringendoli o a pagare o a difendersi in giudizio”. Nel passaggio dal catasto Terreni al Catasto Fabbricati (obbligatorio per i fabbricati acquisiti, edificati o ristrutturati dopo il ’98) ma anche per la nuova iscrizione dei cosiddetti fabbricati ‘fantasma”, i manufatti dedicati all’agricoltura rischiano di non essere piu’ considerati ”rurali” ed essere tassati, ici compresa, come se fossero immobili cittadini con tutti i servizi e le comodita’ delle citta’. Per risolvere una volta per tutte la vexata quaestio il presidente della Cia ha scritto sia al ministro dell’economia Giulio Tremonti sia ai presidenti delle Commissioni Agricoltura e Finanza di Camera e Senato perche’ si inserisca allo schema di disegno di legge riguardante ”disposizione in favore dei territori di montagna” un emendamento per precisare che la ”ruralita’ prescinde dall’inquadramento catastale degli immobili”. (di Maria Gabriella Giannice – ANSA)

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.